Lutto
Morte del notaio Siciliani, assoluzione per tre medici
Pisa. Il giudice ha accolto la richiesta del pm: nessuna responsabilità nel decesso. L’accusa era omicidio colposo. Per la famiglia del professionista fu sottovalutato il quadro clinico nelle ultime ore
pisa. Assoluzione piena con la formula più ampia perché il fatto non sussiste per tre medici a giudizio con l’accusa di omicidio colposo in relazione alla morte del notaio Paolo Siciliani. Il gup Donato D’Auria ha accolto la richiesta del pm Giovanni Porpora e, dopo una camera di consiglio di mezz’ora, è uscito con la sentenza che esclude ogni responsabilità dei camici bianchi nel decesso del noto professionista, già commissario del Pisa Sporting Club negli anni Settanta.. I tre imputati avevano scelto il rito abbreviato - giudizio sulla base degli atti - confidando sulle consulenze di parte. Dai documenti, secondo le difese, è emersa la correttezza delle visite svolte in tempi diversi e a seconda della necessità richiesta dal paziente da parte dei medici poi indagati dopo l’esposto dei familiari del notaio. L’accusa era quella di aver sottovalutato le sue condizioni di salute fino alla morte. Una concausa, rispetto alla patologia di cui soffriva Siciliani, capace di accelerare l’aggravamento clinico che, prima la Procura e poi il giudice, non è stata ravvisata.
Sono stati assolti i medici Paolo Fontanive, 64 anni, dell’Aoup, (difeso dagli avvocati Andrea Di Giuliomaria e Maria Teresa Schettini); Catiuscia Pettorali, 53 anni, volterrana; (assistita dai legali Leo Gonnelli e Paolo Braccini); Stefano Giorgetti, 50 anni, Pisa (difensore Alessandra Papineschi).
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Un quarto indagato, difeso dall’avvocato Stefano Del Corso, era deceduto nei mesi scorsi. La prima consulenza disposta dalla Procura non aveva individuato carenze particolari da tradursi in colpa medica. La seconda, disposta di nuovo dagli uffici di via Beccaria, anche per confrontarla con quelle presentate dagli indagati, aveva portato a un risultato diverso. Un esito che il sostituto procuratore Giovanni Porpora aveva trasformato in una richiesta di rinvio a giudizio per quattro medici che all’epoca si erano occupati in momenti diversi del notaio Siciliani, dal dottore di famiglia a quello dell’ospedale e del 118. Siciliani morì nel novembre 2014. Aveva 78 anni. Una morte sulla quale i familiari avevano sollevato più di un interrogativo. Zone d’ombra soprattutto per le cure ricevute dal notaio negli ultimi giorni della malattia. In parallelo è stata avviata anche una causa civile che è ancora aperta.
Una vicenda dolorosa quella del professionista, la cui salma venne riesumata, a distanza di tre mesi e mezzo dal decesso, nel cimitero di Orvieto, per consentire l’autopsia necessaria dopo la denuncia dei familiari.
Per loro erano fondati i dubbi su una presunta negligenza sanitaria, ritenuta cruciale nell'aver contribuito al decesso del notaio. Il processo ha escluso ogni responsabilità dei tre medici. —
Pietro Barghigiani
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