Lutto
La Normale si allea con le piccole imprese Accordo con Confindustria per il territorio
Firmata l’intesa tra la Scuola superiore e l’Unione industriale per il trasferimento di competenze umane e tecnologiche
Un patto per contrastare la fuga di cervelli e tecnologie. Non solo verso l’estero, ma da Pisa e la Toscana verso il resto d’Italia. Una mano tesa verso le piccole-medio imprese del territorio grazie ad una corsia preferenziale per accedere alla ricerca e alle competenze scientifiche. Sono le opportunità offerte dall’alleanza siglata ieri tra la Normale e Confindustria Pisa. Per la Scuola superiore è una svolta. «Da sempre abbiamo una vocazione nazionale e internazionale, ora puntiamo a un maggiore raccordo col territorio», ha sottolineato il direttore Luigi Ambrosio. Per l’Unione industriale pisana è un’occasione da non perdere. «Da sempre la storia industriale pisana è legata molto alla ricerca, ma a mio avviso bisogna e si deve fare di più. La ricerca e lo sviluppo, nelle aziende di oggi, sono ancora più fondamentali», ha ricordato la presidente Patrizia Alma Pacini.
La convenzione ha una durata «almeno biennale», hanno sottolineato entrambe le parti. I settori più interessanti dall’accordo sono il chimico, il farmaceutico, i beni culturali, la finanza matematica. Pisa e provincia possono vantare numerose e prestigiose aziende, nonché professionisti operanti in questi settori. Alla Normale specifici laboratori e gruppi di ricerca sono attivi in queste discipline. La collaborazione riguarda tre campi. Anzitutto quello della formazione, con seminari e convegni da organizzare presso le aziende o le sedi delle due istituzioni, anche in base alle specifiche richieste di aggiornamento presentate dagli operatori del territorio.
Poi quello del così detto placement, vale a dire facilitare l’ingresso nel mondo del lavoro degli studenti della Normale: «Tanti nostri ex allievi hanno posizioni apicali in aziende nazionali e internazionali, non vedo perché queste risorse non possano lavorare anche a Pisa», è la convinzione di Ambrosio. «Anche le piccole-medie imprese hanno sempre più bisogno di professionalità elevate ed è assurdo andarle a cercare fuori quando operiamo in un territorio con eccellenze universitarie come la Normale», gli fa eco Pacini.
Infine il piatto forte, vale a dire il campo del trasferimento tecnologico. La convenzione prevede tanto la possibilità di implementare lo scambio delle conoscenze tecniche e scientifiche dai laboratori e dagli ambiti di ricerca della Scuola superiore verso le imprese, quanto di migliorare la competitività del tessuto economico di Pisa e Provincia e di fornire concreti casi di impresa.
Dove possa portare questa collaborazione è tutto da scoprire. «La nostra aspirazione è quella di valorizzare in ambito non accademico i nostri progetti di ricerca – ha spiegato la prorettrice Chiara Cappelli –. E i campi di applicazione sono i più disparati e, spesso, diversi da quelli ipotizzati all’inizio dai ricercatori». «Pensate a internet – ha aggiunto Ambrosio –: è stata pensata per rendere più facile la comunicazione tra ricercatori, ora è una rete mondiale a disposizione di tutti».
E per Confindustria la convenzione con la Normale è solo un primo passo per una nuova fase dei rapporti con le istituzioni di formazione del territorio. «Questo accordo può assumere una rilevanza anzitutto regionale – ha rivelato Andrea Madonna, delegato ai rapporti con l’università dell’Unione industriali –. Noi abbiamo il meglio già a casa nostra. Occorre superare i campanilismi per valorizzare le nostre eccellenze universitarie».
«Sono veneto e ho sempre notato con meraviglia una certa “esterofilia” degli imprenditori pisani – ha concluso Carlo Frighetto, direttore dell’Unione industriale pisana –. Dobbiamo lavorare per “usare” i cervelli nati o formati nel territorio. Metterli in campo è un passaggio chiave per la crescita di tutti noi». —
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