Sicurezza
«Servizi di cremazione ancora nel degrado»
La Socrem: il luogo deve finalmente diventare dignitoso Necessari gli interventi promessi dall’amministrazione
PISA. «Mancata attivazione della sala del commiato, mancata costruzione del Giardino della Rimembranza e servizi nel degrado». La Società pisana per la cremazione (Socrem) punta il dito contro l’amministrazione per i mancati interventi ai servizi di cremazione che continuano a determinare una «situazione di degrado» dell’area del cimitero di via Pietrasantina adibita alle operazioni di cremazione. «Già al momento dell’insediamento della nuova giunta pisana ci siamo attivati per segnalare i disagi e le mancanze che il servizio di cremazione presentava a Pisa - sottolinea la società - e che anche con la precedente giunta non erano stati risolti. Dopo i primi incontri pensavamo di incontrare un’interlocuzione finalmente positiva. Ad oltre un anno di distanza dobbiamo rilevare ancora la situazione di assoluto squallore in cui si trovano il Tempio crematorio al cimitero suburbano di Pisa e quelli che dovrebbero essere i servizi connessi all’attività di cremazione».
A Pisa, il servizio è richiesto nel 46% dei decessi: su circa mille morti l’anno, sono quasi 500 le operazioni di cremazione. Numero che duplica considerando anche l’intera area pisana e le zone limitrofe alla provincia di Pisa. «Non è quindi più accettabile una situazione del genere», prosegue la società. Criticità evidenziate anche dalle numerose segnalazioni e proteste dei soci (oltre 3mila) della Socrem. Vari i servizi che la società, da anni, chiede al Comune di attivare. Tra questi la realizzazione della sala del commiato nello spazio adiacente al forno crematorio, dove i parenti e i conoscenti possono dare un dignitoso saluto alla salma e avere un luogo di raccoglimento.
«La Socrem - precisa il presidente Adolfo Braccini - ha rappresentato all’assessore anche la disponibilità a progettarla e a realizzarla a proprie spese». A questa si aggiunge la mancata costruzione del Giardino della Rimembranza, un luogo dove disperdere le ceneri dei cittadini che ne hanno fatto richiesta «che - spiega la Socrem -, seppur finanziato è basato su un progetto inadeguato e sul quale abbiamo presentato proposte di modifica senza alcun costo aggiuntivo».
La società contesta anche la mancata redazione di un’adeguata “carta dei servizi della cremazione” nella quale indicare gli standard delle prestazioni da erogare e la loro qualità nel rispetto dei diritti dei cittadini. In assenza di interventi, la Socrem annuncia la volontà di mettere in campo «tutte le iniziative di denuncia possibili per risolvere una situazione non più sopportabile». —
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