Gioco
Famiglie strozzate da debiti e burocrazia l’incubo di chi non riesce a pagare le rate
In due anni 75 casi al Centro di ascolto per la prevenzione dell’usura alla Misericordia. In 35 sono usciti dal buco nero
Strozzati da debiti e burocrazia. Vittime di disoccupazione, malattie o di situazioni in cui man mano si sono spesso infilati da soli o per casi della vita. Al muro a causa di un sistema creditizio flessibile nell’elargire prestiti per beni di consumo anche futili, ma rigido quando si tratta di recuperare i crediti. Negli ultimi due anni sono 30 le famiglie salvate dal Centro di ascolto prevenzione usura di Pisa. Una goccia nel mare che, per altro, non ricomprende quello dell’usura classica. I casi affrontati alla Misericordia in via Gentile da Fabriano non riguardano tanto quelli legati a interessi eccessivi o illeciti, quanto quelli di persone normali finiti nella morsa del sovra indebitamento. Non si ha dunque a che fare con persone vittime di cravattari, truffe o ricatti, ma una gestione fuori controllo delle risorse personali o familiari dovuta a colpe proprie o ad eventi non previsti e/o prevedibili.
Situazioni per le quali, da oltre 20 anni, è attivo presso la Misericordia di Pisa il Centro Ascolto per la prevenzione dell’usura. «Mentre il vocabolo usura può far dedurre che il centro operi solo in un campo specifico, quello dell’usura – spiega Virgilio Bani, uno dei responsabili–, in effetti supporta le famiglie e le micro-imprese per superare situazioni di difficoltà finanziarie fornendo informazioni, consulenze, rinegoziando con banche e finanziarie prestiti, mutui e rilasciando garanzie per facilitare la concessione di finanziamenti o per l’estinzione di debiti o per fronteggiare spese necessarie e/o eccezionali come spese mediche, spese condominiali, spese di istruzione».
Nei precedenti due anni, i casi affrontati dal Centro d’ascolto sono stati 75. «Per la precisione 35 nel 2017 e 40 nel 2018 – aggiunge Bani –. In 35 casi abbiamo salvato delle famiglie: le banche hanno erogato mutui o prestiti e chi era sovra indebitato ha potuto affrontare i creditori in base alle proprie capacità finanziarie».
Tramite il Centro d’ascolto, e grazie alle garanzie offerte dalla Fondazione Toscana di Siena, è infatti possibile ottenere fino a 25.800 euro sotto forma di prestiti rateali e fino 200.000 euro sotto forma di mutui immobiliari in favore di coloro che non riescono ad ottenere il credito bancario ordinario. «Più che una boccata d’ossigeno, abbiamo fornito un’ancora di salvataggio a persone che avevano una posizione meritoria, ma non riuscivano a far fronte ai debiti contratti», sottolinea ancora Bani.
Non sempre, però, le cose vanno a buon fine. «Detto dei 30 casi andati a buon fine – prosegue Bani –, per altri 38 ci siamo dovuti fermare a delle consulenze perché non c’erano i requisiti per un intervento della Fondazione Toscana. In sette casi, invece, abbiamo accompagnato le persone alla Camera di commercio per attivare le procedure della legge 3 del 2018, la così detta “salva suicidi” che consente di attivare il giudice per attivare saldi o stralci di debiti».
A volte, però, è la stessa burocrazia a non fare andare in porto i salvataggi. «Uno dei casi più dolorosi che abbiamo affrontato è quello di tre famiglie, legate da un vincolo parentale, che vivevano tutte nella stessa casa – racconta Bani –. Non riuscivano a far fronte al mutuo e ad altri prestiti e si sono rivolti a noi. Abbiamo attivato l’istruttoria, passato tutte le informazioni a Siena e ottenuto dalla Fondazione Toscana il via libera per fornire le garanzie alle banche. L’istituto di credito, però, dopo nove mesi non ha concesso il prestito, la casa delle famiglie è andata all’asta e loro sono stati messi alla porta senza che la vendita abbia coperto tutti i loro debiti». —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
