Il Tirreno

Pisa

il caso 

Operaio finisce sotto processo per atti sessuali sulla figlia minore

P.B.

Una storia delicata approda in Tribunale con il padre imputato per fatti contestati  ai danni della ragazzina

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pisa. Un operaio originario di una provincia limitrofa, ma residente nel Pisano, è finito a processo con l’accusa di atti sessuali con minorenne al termine di un’indagine in cui la vittima delle sue attenzioni era la figlia.

L’uomo, 44 anni, (omettiamo il nome per non rendere riconoscibile la parte offesa, ndr) ieri non è comparso davanti al Tribunale in sessione collegiale presieduta dal giudice Beatrice Dani (a latere Grieco e Iadaresta).

L’udienza è stata rinviata al prossimo anno dopo la costituzione delle parti e il perfezionamento delle liste testi.

È una storia delicata in cui i dissidi tra genitori poi deflagrano in accuse e querele con i figli coinvolti nella battaglia legale.

Una vicenda che già in fase di indagine, dopo le prime denunce, le forze dell’ordine hanno seguito con la massima riservatezza per non turbare oltre la ragazzina che, secondo la Procura e gli elementi acquisiti nel corso dell’inchiesta, avrebbe subìto gli atti imposti dal papà in momenti in cui i due erano da soli.

Un racconto che è stato confermato dalla parte offesa anche in sede di incidente probatorio davanti al gip, un passaggio utile ad acquisire le dichiarazioni della minore in una forma protetta come anticipazione del processo senza doverla convocare in aula per ripetere quello che è il nucleo centrale delle contestazioni mosse all’operaio.

La ragazza è stata ritenuta capace di rendere testimonianza attraverso la consulenza di una psichiatra.

Non resta che sentire i testi che sfileranno in aula nel corso del dibattimento a partire dalla prossima udienza iniziando con quelli indicati dalla Procura. —

P.B.

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