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Pisa

la crisi aZiendale 

Molino Rossi, la gara va deserta e le macine restano ancora ferme

D.R.
Molino Rossi, la gara va deserta e le macine restano ancora ferme

Nessuna manifestazione di interesse per affittare l’attività Rimane purtroppo incerto il futuro degli ex dipendenti

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san giuliano. Le speranze di una possibile ripartenza si sono eclissate qualche giorno fa nello studio del curatore fallimentare che avrebbe dovuto esaminare le offerte per rilevare il Molino Rossi. L’attenzione manifestata negli scorsi mesi da società ed imprenditori non si è, per il momento, concretizzata nella presentazione di offerte in grado di salvaguardare gli oltre 120 anni di storia dello stabilimento di Ripafratta, bruscamente interrotta la scorsa estate. È andata deserta la gara indetta per l’affitto dell’azienda disposta dal Tribunale di Pisa con l’obiettivo di assegnare temporaneamente lo stabilimento, i marchi e le attività della società e per gettare le basi per un’acquisizione definitiva per rimettere in funzione i macchinari dello stabilimento attivo dal 1898 nella produzione di farine di qualità. La procedura, sottoposta alla ripresa delle attività aziendali, prevedeva la sottoscrizione di un contratto di affitto di tre anni con un canone base annuo di 100mila euro (per il primo anno era invece stato disposto un canone di 60mila euro per facilitare la manutenzione dello stabilimento e il ripristino dei macchinari). La gara non ha attirato l’interesse concreto di nessun imprenditore disposto a riprendere la produzione sospesa nel luglio dello scorso anno, quando l’azienda fu costretta ad interrompere le attività a causa di un’improvvisa crisi finanziaria che per un lungo periodo impedì di acquistare anche le materie prime. Una crisi, scoppiata nell’anno in cui l’azienda avrebbe dovuto festeggiare il 120esimo anniversario, sfociata anche in una procedura di licenziamento collettivo nei confronti di tutta la forza lavoro impiegata: 25 dipendenti che, dopo mesi di mobilitazione insieme alla Flai-Cgil e all’amministrazione comunale, hanno dovuto definitivamente lasciare quella che è una delle più antiche aziende toscane. Le speranze di una ripresa delle attività e di reintegro di almeno una parte degli ex lavoratori del Molino Rossi sono adesso racchiuse in un’eventuale seconda gara per l’affitto dell’azienda, finalizzata ad una possibile e definitiva acquisizione, che potrebbe essere bandita ad un prezzo ribassato. —

D.R.

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