Il Tirreno

Pisa

Furbetti del ticket, l’Aoup punta a recuperare mezzo milione di euro

Danilo Renzullo
Pagamento del ticket in ospedale
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Pagamento del ticket in ospedale

Pisa. Avvisi bonari e intimazioni al pagamento per regolarizzare le prestazioni sanitarie

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PISA. La maggior parte degli utenti regolarizza il dovuto al termine della prestazione sanitaria, una buona fetta di pazienti riesce invece a scappare, ma non a rendersi “invisibile” alle casse aziendali. L’Azienda ospedaliero-universitaria pisana (Aoup) punta a recuperare quasi mezzo milione di euro di risorse derivanti dal pagamento dei ticket da parte di pazienti in situazioni non gravi che si rivolgono al pronto soccorso o per le visite specialistiche prenotate, ma a cui gli utenti non si sono presentanti, “dimenticandosi” di disdettare la prestazione. L’invio di migliaia di avvisi bonari e di intimazioni al pagamento continuerà ad alimentare la caccia ai furbetti del ticket ed a “ricordare” ai pazienti “smemorati” l’obbligo di versare la quota richiesta.

Nel biennio 2017-2018, l’Aoup ha incassato quasi 21,5 milioni di euro con il pagamento dei ticket per visite ed esami effettuati in ospedale. Dalle casse dell’azienda sanitaria sono però “sfuggiti” oltre 900mila euro. Con 12.313 avvisi di pagamento inviati nel 2017, per un totale di 445mila euro, l’Aoup è riuscita a recuperare oltre 340mila euro, quasi il 77% della somma dovuta, ma non immediatamente incassata. Per il restante 23%, l’azienda farà ricorso nelle prossime settimane all’emissione nei confronti dei pazienti smemorati di un’intimazione al pagamento, ultima opportunità prima che il recupero del credito si trasformi in cartella esattoriale. L’azienda procederà con gli stessi strumenti anche per alcune migliaia degli 11.769 utenti che nel 2018 non hanno risposto all’invio degli avvisi bonari con cui l’Aoup è riuscita a recuperare 332mila dei 462mila euro non incassati a fronte dei quasi 11 milioni di euro pagati al momento dell’erogazione dei servizi richiesti.

C’è poi un altro capitolo degli incassi mancati su cui l’Aoup continua a concentrare l’attenzione: l’evasione dei ticket in caso di prestazione erogate con codici a bassa priorità al pronto soccorso. Ogni anno sono migliaia le persone che arrivano al pronto soccorso di Cisanello in una condizione non grave o comunque con l’assegnazione di un codice a bassa priorità. Ottengono l’attenzione dei medici e poi vanno via dimenticandosi di pagare il ticket, dai quali nel biennio 2017-2018 l’Aoup ha incassato quasi 204mila euro. Oltre 21mila pazienti hanno invece ricevuto un avviso di pagamento grazie ai quali, l’azienda ha recuperato quasi 139mila degli oltre 278mila euro che avrebbe dovuto incassare al momento dell’erogazione del servizio. Per il recupero crediti la procedura prevista dalle disposizioni della Regione prevede l’emissione di un avviso bonario a cui fa seguito, in caso di mancato pagamento, un’intimazione al pagamento e un procedimento di riscossione coatta. Prevede invece due step la procedura per il recupero del cosiddetto “malum”, la somma dovuta per visite, esami e prestazioni ambulatoriali e terapeutiche prenotate, ma a cui i cittadini non si sono presentati dimenticandosi di dare disdetta. Oltre 100mila euro è l’ammontare che l’Aoup punta ad incassare. Tra il 2017 e il 2018 l’emissione di 5.632 avvisi bonari ha permesso all’azienda di recuperare oltre 60mila dei quasi 150mila euro che sarebbero dovuti finire in cassa, mentre per il 2019 sono già 1.019 le richieste di pagamento inviate per un totale di 27mila euro. —

Danilo Renzullo

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