Sicurezza
Bologna chiama Firenze e “dimentica” lo scalo pisano
Proposta una fusione tra scali anche in ottica della candidatura alle Olimpiadi Mazzeo (Pd): sia occasione per tutta la Toscana e non solo per i due capoluoghi
PISA. «Secondo me è giusto che le società degli scali di Firenze e Bologna si fondano. Ed è anche giusto che Peretola abbia la nuova pista», ha detto nei giorni scorsi il sindaco di Bologna, Virginio Merola. E non è la prima volta. Un asse Bologna-Firenze esiste già ed è dettato dalla Tav, la linea ferroviaria ad alta velocità. Le due città meditano da tempo di superare ogni rivalità ed allearsi. Gli aeroporti possono essere una chiave di volta. Ancor più alla luce dell’obiettivo comune di candidarsi per le Olimpiadi 2032. Il sindaco di Firenze, Dario Nardella, si sta battendo a fondo per questo.
Visto da Pisa, visto dalla costa, lo scenario è molto meno attraente. Soprattutto suscita paure di esclusione. Il timore è che la Toscana prosegua nello suo sviluppo con una doppia velocità: alta quella dell’area metropolitana fiorentina, ridotta quella della costa. Non tranquillizza il fatto che il sindaco di Bologna, quando fa riferimento all’ipotesi di fusione tra le società aeroportuali, non menzioni mai Pisa. Che pure attraverso il Galilei è il pilastro, almeno per ora, dei bilanci di Toscana Aeroporti.
Dubbi che erano già stati espressi da Confcommercio e che peraltro sono gli stessi del presidente della Regione, Enrico Rossi. «Se non facciamo le infrastrutture le Olimpiadi diventano un incubo e facciamo una figuraccia internazionale. Bologna è molto avanti con l’aeroporto», ha detto il governatore. Nei suoi pensieri sicuramente il completamento dell’autostrada Tirrenica, ma dovrebbe esserci anche la velocizzazione dei collegamenti ferroviari tra Pisa e Firenze.
«L’ipotesi di una candidatura alle Olimpiadi 2032, di cui hanno parlato i sindaci di Firenze e Bologna e il presidente della Regione, potrebbe essere una grande occasione per tutta la Toscana e non solo per i due capoluoghi», si è affrettato a commentare il consigliere regionale Antonio Mazzeo (Pd), rafforzando la sensazione che quell’asse dell’Appennino spaventa tutto il resto della Toscana.
«Sarebbe infatti naturale coinvolgere, in un simile progetto, anche altre province, a partire dal territorio pisano, che già possono contare su infrastrutture di primissimo livello sia a livello sportivo sia a livello di trasporti», è la considerazione che fa Mazzeo. Quello del consigliere regionale è un auspicio che diventa pressante: «Sarebbe, soprattutto, davvero un bel modo per “fare squadra” concretamente e rilanciare a 360 gradi anche l’economia di quei territori, soprattutto costieri, che più di altri hanno subito negli ultimi anni le conseguenze della crisi economica». —
F.L.
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