Il Tirreno

Pisa

eccessi della movida: la risposta della questura 

Alcol a minorenni, pub chiuso 7 giorni

Pietro Barghigiani
Alcol a minorenni, pub chiuso 7 giorni

È il locale dove a metà agosto una studentessa fece il pieno di shottini e poi finì in coma dopo aver assunto cocaina

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PISA. Quello che doveva essere il foglio della questura con gli estremi della chiusura dell’attività attaccato alla serranda è sparito. Resta lo scotch e un brandello di carta. Anche se non si vede passando lungo il marciapiede del lungarno Mediceo, da martedì sera il pub Amani è chiuso. Per sette giorni il questore Paolo Rossi ha disposto lo stop al pubblico esercizio “colpevole” di aver venduto alcol a minorenni e, in particolare, episodio capace di attirare i fari degli investigatori, anche alla 16enne che a metà agosto finì in coma per un mix di alcol e droga. Ora sta meglio, ma per giorni i medici hanno temuto di dover affrontare anche le conseguenze di un rischio cerebrale poi svanito nelle forme più gravi. I filmati riprendono la scena delle ragazze che entrano nel pub ed escono con gli shottini. E anche le dichiarazioni di chi ha consumato alcol pur avendo meno di 18 anni sono servite alla polizia amministrativa della questura a dare sostanza al provvedimento.

Non è tutto. La questura, forte di una serie di controlli mirati, contesta ai gestori del pub di aver fatto diventare il locale una sorta di ritrovo di pregiudicati. Incrociando i dati in possesso di polizia e carabinieri, la questura ha appurato che il locale e lo spazio antistante del pub erano da ritenere un ritrovo di pregiudicati e di extracomunitari con precedenti per spaccio, furti e rapine. Le antenne della polizia sono state orientate sull’Amani, una delle tappe della movida pisana, dopo il malore che aveva colpito la studentessa. La situazione nel versare da bere in modo indistinto dopo il ricovero choc non era cambiata. Bevute a qualunque cliente a prescindere dall’età. La polizia municipale aveva già accertato che, prima della vicenda di metà agosto, nel pub erano stati venduti alcolici da portare via a un minorenne e altri recenti controlli avevano permesso di accertare che nel locale si somministravano alcolici dopo le 3 di notte. A corredo altre violazioni amministrative erano state verificate, sempre sulla questione alcol, e tutte tradotte in verbali amministrativi contestati in più occasioni al titolare bengalese. Che contattato dal Tirreno spiega: «Sì, abbiamo ricevuto questo provvedimento. Valuteremo con l’avvocato se impugnarlo».

Pub chiuso per una settimana perché «le frequentazioni di quel locale costituivano un pericolo per l’ordine pubblico, per la moralità pubblica e il buon costume e la sicurezza dei cittadini, considerando inoltre che l’abuso delle bevande alcoliche, soprattutto da parte dei minori, rappresenta una grave problematica sia per la salute dei ragazzi ma anche acquisisce risvolti di carattere sociale – si legge in una nota della questura - poiché è causa di pericolo per la sicurezza pubblica anche in ragione degli effetti inebrianti che tale assunzione provoca in occasione che vedono così tanti ragazzi per le strette vie cittadine».

La mappatura con i controlli in borghese proseguirà anche nei prossimi giorni nel quadrante del centro storico votato alla movida alcolica. —

Pietro Barghigiani

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