Il dolore
«La legge mi dà ragione Non mi dimetterò mai, mi devono cacciare»
Il leghista sempre più a rischio esclusione dal consiglio Potrebbe essere il Tar a dirimere la battaglia politica
Una questione giuridica di lana caprina con conseguenze politiche potenzialmente pesanti come un macigno. Il consiglio comunale di San Giuliano procede a ritmo serrato verso la dichiarazione di incompatibilità del consigliere leghista Gianluca Gambini. Lui, interpellato dal Tirreno, non ha intenzione tanto di dimettersi «tradendo il mandato degli elettori, quanto di lasciare la vicepresidenza di Geofor», vale a dire l’incarico che rischia di costargli il posto in consiglio.
«La legge mi dà ragione: non c’è nessuna incompatibilità», è la certezza di Gambini forte del parere del suo legale, Nicola Marcuccetti, e della relazione di Sandro Gallo, responsabile della prevenzione, corruzione e trasparenza di Geofor, supportato dalle consulenze di Gianpietro Belloni e di Giuseppe Donza, docente universitario già consulente dell’Autorità nazionale anticorruzione (Anac). Posizione cui fa da contraltare l’opinione degli avvocati comunali: Aldo Fanelli e Sandra Ciaramelli.
Secondo Geofor Gambini non è incompatibile perché ha solo un ruolo di indirizzo politico-amministrativo. La gestione tecnica-finanziaria è infatti attribuita dal 31 luglio 2018 ai direttori d’area, vale a dire Roberto Silvestri e Luca Pesce. Non a caso l’azienda per i rifiuti ha sì un consiglio di amministrazione ma non ha un amministratore delegato. Questo proprio affinché ruolo politico e gestionale siano disgiunti a autonomi l’uno dall’altro, sebbene nei fatti questa “scissione” sia spesso usata proprio per evitare problemi formali di incompatibilità nelle aziende con soci pubblici.
Secondo l’amministrazione comunale, invece, il leghista è incompatibile perché in lui convivono la situazione di controllore, in quanto consigliere comunale, e controllato, in quanto vicepresidente Geofor. Da qui l’incompatibilità delle cariche, sebbene di fatto Gambini abbia solo diritto di voto in consiglio sul bilancio, ma nessun potere reale in quanto all’opposizione e fuori dalla giunta.
«Se per Geofor la mia nomina è conforme alla normativa sull’inconferibilità-incompatibilità, perché il Comune ribatte in questo modo?», prosegue il leghista dettando di fatto la risposta: «Il motivo è politico e il sindaco non fa nulla per nasconderlo: in consiglio ha dichiarato di aver scaricato la documentazione sul mio caso dal sito Geofor, ma sul web la relazione non è mai stata pubblicata. E questo dimostra che si procede senza leggere gli atti». E gli atti sembrano destinati a finire davanti a un giudice. In base all’area che tira la maggioranza di centrosinistra voterà l’incompatibilità del leghista, che a sua volta farà ricorso al Tar che con la sua decisione dirimerà anche la questione politica: con l’incompatibilità il Pd e il sindaco Sergio Di Maio mettono all’angolo il leghista Gambini, già escluso per incompatibilità dal consiglio comunale di Pisa, ma rischiano anche di farne un “martire” della Lega se il giudice dovesse dargli ragione. —
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