Gioco
Caso Continental I sindacati: si lavori alla riconversione delle attività
Presto verrà attivata una unità di crisi in Regione Intanto la politica, a destra e a sinistra, si mobilita
PISA. Attivazione dell’unità di crisi della Regione e un percorso per la riconversione delle attività.
Questo la strada che sindacati e politica proveranno a percorrere per salvare i 940 lavoratori della Continental impiegati tra gli stabilimenti di San Piero a Grado e Fauglia su cui si è abbattuta la mannaia del colosso tedesco dell’automotive. Nell’ambito di un piano di ristrutturazione decennale, la multinazionale ha annunciato il taglio, entro il 2028, di 490 lavoratori della divisione pisana.
Dalla prossima settimana, una serie di assemblee nei due stabilimenti farà il punto della situazione ed inizierà a delineare il percorso per cercare di convincere il colosso tedesco ad un passo indietro. Gli incontri sindacali sul territorio seguiranno l’European Forum, l’annuale incontro tra i vertici europei della multinazionale e i delegati sindacali di tutti i Paesi del Vecchio Continente dove l’azienda è presente che, quest’anno, sarà incentrato sui programmi industriali ed occupazionali annunciati dalla società. Ad Hannover sarà presente anche un delegato della Fiom-Cgil dello stabilimento di San Piero a Grado. La strada per il momento individuata per cercare di salvare i livelli occupazionali in provincia di Pisa è quella di una riconversione della produzione, attualmente incentrata sulla componentistica per motori diesel e benzina, a favore delle auto elettriche ed ibride che, secondo Continetal, rappresenteranno la fetta maggiore del futuro mercato di automobili.
Anche la politica, trasversalmente, chiede di salvaguardare i livelli occupazionali. Presentante mozioni in consiglio regionale e un’interrogazione in parlamento con l’obiettivo di spingere la Continental a mantenere al centro delle strategie industriali della multinazionale gli stabilimenti pisani. «Il mantenimento dei livelli occupazionali è un nodo essenziale», sottolinea la consigliera regionale del M5S Irene Galletti ricordando che il ministro dello Sviluppo economico Stefano Patuanelli ha annunciato la convocazione di un tavolo ministeriale dedicato al comparto auto. «L’iniziativa - prosegue Galletti, che presenterà un atto in Regione per il monitoraggio della vicenda - coinvolge tutto il settore e rappresenta un primo importante segnale dell’attenzione che questo governo ha deciso di convogliare su questo prezioso settore». «Una crisi occupazionale alla Continental sarebbe un colpo durissimo per il territorio pisano. Occorre assolutamente scongiurare questo pericolo», aggiunge il deputato della Lega Edoardo Ziello annunciando la presentazione di un'interrogazione al ministro del Lavoro «affinché assuma subito tutte le iniziative istituzionali del caso». «Serve un’azione di moral suasion per far capire al colosso tedesco che per potenziare il processo di conversione delle componentistiche per le automobili potrebbe creare collaborazioni preziose con le nostre eccellenze scientifiche (Università, Normale e Sant’Anna). Sarebbe una prospettiva funzionale al rilancio, alla stabilizzazione e alla valorizzazione degli stabilimenti pisani». Una mozione in consiglio regionale è stata presentata invece dal capogruppo di Forza Italia Maurizio Marchetti. L’obiettivo è impegnare la Regione ad istituire un tavolo con tutte le parti per scongiurare gli esuberi. «È indispensabile - sottolinea Marchetti - che la Regione si attivi ad ogni livello per scongiurare la paventata perdita e dislocazione di posti di lavoro e di capacità produttiva». «Occorre lavorare per avere garanzie sulla riconversione della produzione e quindi salvaguardare tutti i posti di lavoro» è l’appello di Ciccio Auletta, capogruppo di Diritti in comune. «Chiederemo al presidente Rossi di convocare un tavolo in Regione per monitorare la situazione ed avviare un confronto con l'azienda - la promessa del consigliere regionale del Pd Antonio Mazzeo -. Abbiamo l'ossessione per il lavoro e non staremo a guardare di fronte ad una situazione che potrebbe avere gravissime ripercussioni sociali sul territorio». «Per l'importanza che riveste questa azienda andranno attivati subito tutti i tavoli necessari - conclude Alberto Lenzi, sindaco di Fauglia -. È fondamentale che si definisca un percorso che permetta di garantire un futuro allo stabilimento produttivo e la possibilità per i lavoratori di una loro riconversione verso l'elettrico». —
Danilo Renzullo
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
