Il Tirreno

Pisa

Export, battuta d’arresto per cuoio, farmaceutica e mobili

L’elaborazione dei dati Istat relativi ai primi sei mesi del 2019 non forniscono rassicurazioni sull’andamento dell’economia pisana 

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l’analisi

Il commercio mondiale, a causa dell’intensificarsi della crisi commerciale tra Stati Uniti e Cina e alle incertezze relative alla Brexit, rischia di segnare la prima contrazione dalla crisi finanziaria del 2008. I segnali arrivano, a livello locale, esaminando i dati Istat sulle esportazioni dei primi sei mesi del 2019, diffusi dalla Camera di Commercio di Pisa. C’è un balzo in avanti dell’export toscano (+17, 9% rispetto al primo semestre 2018) mentre più indietro, ma sempre in crescita, troviamo l’Italia (+2,7%) e la provincia di Pisa (+2,2%). Un dato, quest’ultimo che si inserisce all’interno di risultati non proprio lusinghieri realizzati negli ultimi tempi. «Pur in crescita, l’andamento dell’export pisano continua ad essere al di sotto delle potenzialità. La questione Brexit e i venti di protezionismo che soffiano sui mercati internazionali sono elementi che possono mettere ancora più in difficoltà il nostro sistema produttivo». A sostenere lo sviluppo dell’export pisano contribuiscono le due-tre ruote, la meccanica e le bevande mentre pesano le flessioni di cuoio, calzature, metalli e farmaceutica.

meccanica e motocicli

I primi sei mesi del 2019 evidenziano l’exploit della meccanica pisana (+23,8% rispetto al medesimo periodo del 2018, +3,75 il contributo alla crescita). Considerando i paesi di destinazione delle vendite emerge con forza la spinta della domanda asiatica: Cina, Corea del Sud, Bangladesh, Taiwan, Iran, India e Iraq. A questi paesi vanno ad aggiungersi le performance altrettanto interessanti di Francia, Germania, Spagna e Regno Unito. Molto positiva anche la dinamica dell’export pisano di cicli e motocicli: si tratta di un +10,7% che spinge le vendite estere pisane di ben 2,16 punti percentuali e porta il settore al primo posto a livello provinciale.

bevande

Terza piazza, in termini di contributo alla crescita dell’export pisano, per le bevande (+15,8%). Il vino pisano mostra una forte capacità di penetrazione sui mercati esteri mettendo a segno il tasso di sviluppo più elevato tra le dieci province della Toscana.

cuoio

È tra i comparti pisani che segnano una battuta d’arresto: arretra del 9,9% spiegando ben –2,37 punti sui +2, 18 della crescita complessiva dell’export pisano.

gli altri comparti

In flessione troviamo anche le calzature che con un –15,5% pesano per –1,09 sulla dinamica complessiva dell’export provinciale. Innestano la retromarcia anche i metalli di base non ferrosi (–20,3%, –0,37 il contributo alla crescita). Forte contrazione delle vendite di mobili (–11,8%). Infine dopo i buoni risultati del 2018, passo indietro anche per la farmaceutica pisana che segna nel primo semestre del 2019 un –15,8%, vale a dire un contributo negativo per –0,32 punti percentuali. –

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