Il Tirreno

Pisa

Logli "torna" davanti al giudice e patteggia un anno per falso

Pietro Barghigiani
Logli "torna" davanti al giudice e patteggia un anno per falso

L’accusa: patenti rinnovate con visite nell’autoscuola in assenza del medico. Negata la condizionale. Il padre Valdemaro indagato per lo stesso reato

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PISA. Antonio Logli torna in Tribunale. Non fisicamente. Come nome stampato su un fascicolo per un reato contestato nel ruolo di responsabile dell’autoscuola “Futura”, la ditta intestata alla moglie Roberta Ragusa per il cui omicidio sta scontando una condanna a 20 anni di carcere.. I due destini tornano a incrociarsi sempre nell’assenza dell’imprenditrice sparita la notte tra il 13 e il 14 gennaio 2012. Ieri mattina Antonio Logli ha patteggiato un anno, senza la sospensione condizionale, per il reato di falso ideologico in concorso per una storia di certificati medici e visite ritenute irregolari.

Stessa pena, ma con la condizionale, per un medico militare che aveva collaborato con l’autoscuola di Gello, assistito dall’avvocato Carlo Porcaro D’Ambrosio. Nella stessa indagine il padre di Antonio, Valdemaro, ha ricevuto l'avviso di chiusura delle indagini per il medesimo reato. Logli dal 10 luglio è in carcere, inizialmente Livorno e ora Massa. Prima di quella data l’avvocato Roberto Cavani, storico difensore di Antonio, aveva concordato con la Procura (pm Giancarlo Dominijanni) una pena con la condizionale. Poi la Cassazione con il ricorso respinto contro la condanna a 20 anni ha trasformato l’ex impiegato dell’ufficio tecnico in un pregiudicato. Di qui l’impossibilità durante l’udienza davanti al gup Giulio Cesare Cipolletta di beneficiare della condizionale. Nel giro due mesi Logli raccoglie la seconda sentenza in una vita arrivata fino ai 56 anni da incensurato. Quell’anno di reclusione per aver adottato una scorciatoia illegale nelle visite mediche dei suoi clienti è un buffetto rispetto al macigno che dal 10 luglio lo ha confinato in cella con l’accusa di aver ucciso e distrutto il cadavere della moglie.

La vicenda venne alla luce nel luglio 2016. Un’indagine della Guardia di finanza e della sezione di polizia giudiziaria della polstrada mise nel radar degli investigatori cinque studi medici della provincia. Un esposto aveva indirizzato gli inquirenti su metodi e uffici da considerare con un occhio attento.

Furono controllate le pratiche dei professionisti che collaboravano o avevano avuto rapporti con l’autoscuola “Futura”. In pratica la contestazione mossa a Logli è di aver fatto sostenere ad alcuni clienti la visita medica per il rinnovo della patente in assenza del dottore. Un esame sui generis che poi trovava la consacrazione dell’ufficialità con la firma a posteriori del medico sulla idoneità del tipo senza aver neanche visto gli automobilisti. Almeno tre gli episodi. Quanto basta per aprire un’inchiesta che, dopo i sequestri e gli avvisi di garanzia, ieri ha avuto il suo primo epilogo con i due patteggiamenti. 

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