Sicurezza
Condannata per la morte dello storico volontario
Pisa. Pena di un anno con la condizionale alla conducente dell’auto contro cui finì lo scooter guidato da Antonio Lorenzini
PISA. Un anno con la sospensione condizionale della pena. È arrivata, con il rito abbreviato, la sentenza che definisce in primo grado una storia di lutto e dolore. Quella dell’incidente mortale in cui perse la vita il 27 novembre 2015 Antonio Lorenzini, 59 anni, ex dipendente della Scuola Normale e anima della Protezione civile alla Pubblica Assistenza di via Bargagna. Il gup Pietro Murano (pm Flavia Alemi) ha condannato l’automobilista al volante della macchina contro cui Lorenzini andò a schiantarsi in sella al suo scooter in via Fiorentina all’altezza del supermercato Tuodì.
Elena Bonsignori, 35 anni, infermiera, di Pontedera, era assistita dagli avvocati Maria Concetta Gugliotta e Alberto Marchesi. Tre familiari della vittima si sono costituiti parte civile con l’avvocato Andrea Di Giuliomaria e per il risarcimento il giudice ha rimandato alla causa civile la fissazione della cifra. Altri parenti hanno deciso di avviare subito il percorso della citazione a giudizio sul fronte civile e la causa è ancora pendente.
Alla guida della sua Hyundai i20, Bonsignori stava procedendo in direzione di Pisa quando al momento di svoltare a sinistra per entrare nel piazzale del supermercato entrò in collisione con lo scooter di Lorenzini. Un urto dalla dinamica violenta e con effetti letali per il volontario soccorso proprio, destino beffardo, dagli amici della Pubblica Assistenza che lo conoscevano e lo apprezzavano come uno dei più esperti dell’associazione. La notizia della morte di Lorenzini fu un colpo da ko per la Pubblica e per il mondo del volontariato in generale.
In pensione da un anno, la vittima dell’incidente stradale per trent'anni aveva lavorato alla Scuola Normale dove aveva ricoperto vari incarichi di profilo tecnico amministrativo, svolgendo negli ultimi anni la mansione di autista e «contraddistinguendosi sempre per l'impegno, la competenza, la disponibilità con cui interpretava il suo ruolo» sottolinearono i vertici dell’istituzione il giorno della tragedia.
Dopo aver contribuito a far nascere la Protezione civile e l'antincendio boschivo all’interno della Pubblica Assistenza, dal 2012 aveva lasciato l'incarico attivo. Ma era rimasto nell’ambiente come memoria storica e figura di riferimento per i più giovani. —
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