Gioco
Il nuovo Vespucci frena il Galilei decisivo il Consiglio di Stato
L’ampliamento del terminal pisano a 6,5-7 milioni di passeggeri è legato a doppio filo al pronunciamento sullo stop alla pista di Peretola
PISA. «Quando inizieremo l’ampliamento del terminal del Galilei? Quando inizieremo anche a realizzare la nuova pista di Firenze». Era il maggio di due anni fa. Roberto Naldi, vicepresidente esecutivo di Toscana Aeroporti ed esponente di punta dell’azionista di maggioranza (Corporacion America), così disegnava gli scenari del sistema toscano dei cieli. E mandava messaggi nemmeno troppo nascosti alla politica. Non si può dire che gli sia mancata la sincerità. I sostenitori della fusione tra gli scali di Pisa e Firenze spesso hanno cercato di sgomberare il campo dalle mille polemiche con un’affermazione: è l’unico modo per contrastare la concorrenza di Bologna.
Ora la vicenda della candidatura alle Olimpiadi ripropone con forza il tema. Quello di un asse centrale della Toscana (Firenze-Bologna) legato dall’alta velocità ferroviaria. E di una costa che fatica a reggere il confronto, chiedendo inutilmente per ora, a tutti i livelli, la velocizzazione dei treni per il capoluogo.
La cartina di tornasole delle buone intenzioni su Pisa, rispetto alle vicende del Galilei, è sempre stata soprattutto una: l’avvio reale del cantiere per l’ampliamento del terminal, portandone la capacità a 6,5-7 milioni di passeggeri. Un investimento da 40 milioni di euro, ancora mai concretizzatosi. Nel frattempo i dati della semestrale del Galilei hanno visto il segno meno dopo anni di crescita e di record battuti. Firenze, al contrario, prosegue nel trend positivo.
Ora è tutto in mano al Consiglio di Stato: il 21 novembre, data della discussione del merito sul ricorso contro lo stop a Peretola, si conoscerà il destino del masterplan del Vespucci. Poco meno di due mesi per sapere se possono partire i lavori o se invece sarà tutto da rifare. Soprattutto, Toscana Aeroporti saprà se potrà avere quei 150 milioni di finanziamenti pubblici già stanziati.
Lo sviluppo del Galilei andrà a rimorchio, Naldi lo ha detto e mai smentito. Nessuna questione di campanile, si sente dire dalle parti di Corporacion: siamo un sistema e il socio privato deve farlo funzionare. Se si muove Firenze, si muove Pisa. Non viceversa. E Toscana Aeroporti deve anche sciogliere un altro nodo: entrare o meno nella società del People Mover per cercare di salvare i conti.
Il fatto nuovo è lo scenario politico nazionale tornato favorevole allo sviluppo di Peretola dopo la fine del governo gialloverde. A maggio il Tar della Toscana, accogliendo i ricorsi dei comitati e dei Comuni contrari al piano per l’ampliamento del Vespucci, aveva bocciato la pista: troppe prescrizioni e così la Valutazione di impatto ambientale è stata annullata.
Il nuovo governo giallorosso, con Paola De Micheli (Pd) al ministero delle Infrastrutture, ha un altro atteggiamento. Il ministero dei Beni culturali, titolare Franceschini (Pd), ha già firmato il ricorso contro la sentenza del Tar. Il tutto con l’applauso sentito di Matteo Renzi, primo fautore della pista da 2.400 metri. —
Francesco Loi
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