Il Tirreno

Pisa

la consegna in sala regia 

Tutti i vincitori del Morione per il Gioco del Ponte e la città

Tutti i vincitori del Morione per il Gioco del Ponte e la città

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PISA. Nella Sala Regia di Palazzo Gambacorti tradizionale appuntamento per la consegna del “Morione 2019”, premio che ogni anno l’Associazione Amici del Gioco del Ponte istituisce per gratificare coloro che hanno saputo meglio interpretare il proprio ruolo nel corteo, ma anche per dare il giusto riconoscimento a persone o enti che hanno dato e danno concreto contributo alla valorizzazione della manifestazione. Una cerimonia che ha visto come sempre il patrocinio della Confesercenti Toscana Nord, rappresentata dal responsabile area pisana Simone Romoli e dal presidente onorario Roberto Balestri. Per l’associazione Amici del Gioco del Ponte erano presenti il presidente Umberto Moschini ed il vice Stefano Gianfaldoni, insieme all’assessore alle tradizioni storiche Filippo Bedini che ha ringraziato per l’impegno costante nella diffusione del Gioco.

Per quanto riguarda i riconoscimenti, il Morione è andato al giudice Alvaro Lucaferro, al cavaliere alfiere di Tramontana Simone Soldani, al gruppo dei cavalieri del Generale di Mezzogiorno ed a quello dei trombettieri di Tramontana. Il Morione d’Oro è andato per il 2019 a Valter Tamburini, presidente della Camera di Commercio di Pisa, al presidente dell’Aci di Pisa Leonardo Acquaviva, al direttore dell’Aci di Pisa Francesco Bianchi, all’avvocato Michele Barbieri ed a monsignor Franco Cancelli, priore della chiesa di Sant’Antonio Abate.

Nel suo intervento di saluto, Moschini ha sottolineato la necessità di amare sempre e senza personalismi il Gioco come festa di Pisa, in quanto esalta coralmente la grandezza della città. Poi un piccolo appunto verso coloro che intendono portare modifiche alla manifestazione. «Bisogna tornare alle origini del Gioco - ha detto - per mantenere intatta la sua bellezza. Meno spazio quindi alle innovazioni che finiscono per snaturare la manifestazione e massimo rispetto della tradizione. A cominciare dai costumi dei combattenti e dal loro abbigliamento comprese le scarpe con le zeppe». Da parte di Bedini l’annuncio della volontà di proseguire il recupero ed il rifacimento dei costumi, visto l’ottimo risultato nell’edizione del giugno scorso. —

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