Il Tirreno

Pisa

sicurezza: i nodi da sciogliere 

Niente guardie private per il centro storico Il bando è da rifare

Danilo Renzullo

Per il Comune è necessario «un approfondimento» Ma sindacati e opposizioni contestano l’intera procedura

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Non saranno reclutate guardie private. Almeno non per il momento.

Il Comune fa retromarcia sull’utilizzo degli istituti di vigilanza per presidiare alcune strutture di sua proprietà. L’amministrazione ha revocato il bando da 27mila euro pubblicato alcune settimane fa per affidare il servizio di sorveglianza armata di 12 edifici comunali. Il piano prevedeva un controllo tre giorni a settimana (venerdì, sabato e domenica) per tre mesi soprattutto per impedire occupazioni o atti vandalici. Una sorta di sperimentazione per incrementare i controlli nel centro storico stoppata dal momentaneo passo indietro dettato dalla necessità di «procedere ad un approfondimento sulle prestazioni richieste all’impresa aggiudicataria, sia in termini di tipologia dei servizi che di numero e tipologia degli immobili comunali da sottoporre a vigilanza». Un’esigenza a cui si aggiunge «la necessità di individuare le certificazioni più attinenti ai servizi richiesti rispetto a quelle indicate nel capitolato di gara», recita l’atto di revoca del bando scaduto lo scorso 6 settembre e non ancora affidato (nemmeno in via provvisoria) a nessuna delle aziende che hanno partecipazione. «Si tratta di un servizio che può essere di estrema utilità - spiega il comandante della polizia municipale Michelle Stefanelli che ha firmato l’atto di revoca in autotutela -. Abbiamo deciso di ritirare il bando per approfondire alcuni aspetti e pubblicarne un altro migliorato in alcuni punti. Non si tratta quindi di una rinuncia». Tra qualche settimana, gli istituti di vigilanza potranno quindi partecipare ad una seconda gara per l’affidamento del servizio che prevederà un importo simile alla prima e una fase sperimentale che, al termine, potrebbe trasformarsi in un impegno stabile. «Trattandosi di un provvedimento sperimentale abbiamo ritenuto opportuno dare maggiore tempo agli uffici di svolgere gli approfondimenti tecnico-giuridici - dice l’assessore alla sicurezza Giovanna Bonanno -. Nessun ripensamento, dunque, ma solo la volontà di emettere un atto che sia ancora più efficace e incisivo nel fornire servizi più attinenti ai bisogni del territorio».

Un piano che aveva fatto insorgere le opposizioni, con Diritti in comune che aveva chiesto le dimissioni dell’assessore accusandola, insieme all’onorevole Edoardo Ziello, di aver «detto falsità sul fatto che verrà usata la polizia privata per controllare la zona stazione e le periferie». «Nelle scorse settimane abbiamo sbugiardato la propaganda della Lega sull’utilizzo di guardie private per il controllo del territorio e tutto questo adesso trova anche una ratifica formale - esulta la coalizione -. Si tratta di una nostra importante vittoria contro una giunta che sta facendo della sicurezza un business, introducendo provvedimenti che non hanno nulla a che fare con lo stato di diritto e con il contrasto alla criminalità».

«Il bando è nato male ed è finito peggio - aggiunge il sindacato di base Sgb -. Non abbiamo bisogno di militarizzare la città ed è assurdo il solo pensiero di delegare alla vigilanza privata servizi di competenza della polizia municipale e delle forze di polizia. Con i soldi dell’incarico alla ditta di vigilanza si potrebbe assumere un operaio addetto alla circolazione del traffico invece di esternalizzare il servizio o personale per le emergenze come il lavoro nero che l’amministrazione sembra non volere combattere con la stessa forza con cui affronta i problemi legati all’abusivismo commerciale». —



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