Il Tirreno

Pisa

Scienza e giustizia 

Sentenze "prevedibili" grazie al cervellone della scuola superiore Sant’Anna di Pisa

Giuseppe Boi
Sentenze "prevedibili" grazie al cervellone della scuola superiore Sant’Anna di Pisa

La tecnologia in soccorso (ma non in sostituzione) dei giudici: ecco come funzionerà

2 MINUTI DI LETTURA





Pisa. È già successo in passato: studiosi, conoscenze e strumenti sviluppati a Pisa capaci di portare innovazioni in Italia e nel mondo. Sta accadendo anche ora, in questo preciso momento, nello specifico alla Sant’Anna di Pisa. I database dell’Osservatorio sul danno alla persona, istituito presso il laboratorio Lider-lab dell’istituto Dirpolis (Diritto, politica, sviluppo) della Scuola superiore pisana, sono alla base del progetto, partito ieri a Genova, che permetterà di prevedere le sentenze dei giudici.. I ricercatori santannini, in collaborazione con i giudici genevesi, stanno infatti lavorando a un algoritmo che consenta di conoscere quale sarà l’orientamento del tribunale su una causa legale. In pratica, in presenza di situazioni identiche o analoghe a quelle analizzate e presenti nel database del Sant’Anna, l’intelligenza artificiale sarà in grado di stabilire quale sarà la sentenza più probabile.

Uno strumento che fa un po’ paura, anche perché sembra clonare il giudice umano, ma che secondo i ricercatori pisani porterà dei vantaggi agli stessi giudici e sopratutto ai cittadini: «Pensiamo ad esempio ai criteri per la quantificazione dell’assegno di mantenimento in caso di divorzio – suggerisce Giovanni Comandè –: con questo algoritmo il giudice potrà verificare nel dettaglio quanto deciso in precedenza e di conseguenza evitare disparità di trattamento. Allo stesso tempo può essere un aiuto agli avvocati per consigliare nel migliore dei modi i propri assistiti e agli stessi cittadini che potrebbero evitare di andare a giudizio e avere gli elementi per una transazione».

Comandè, professore di diritto privato comparato alla Sant’Anna, insieme alla ricercatrice pisana Denise Amram e al presidente della sezione civile del tribunale di Genova Domenico Pellegrini, è il coordinatore scientifico di questo progetto che partirà proprio dalle sentenze del tribunale genovese. I primi tre casi di studio saranno le sentenze in materia di separazione e divorzio e quelle che quantificano i risarcimenti dei danni non patrimoniali per il danno da stress e il mobbing lavorativo.

Da qui a fine anno, i dati che saranno raccolti a Genova e quelli che sono già presenti nei data base del Sant’Anna saranno utilizzati per completare l’algoritmo e l’architettura del sistema. A partire dai primi mesi del 2020 si partirà con i test: «Cominceremo a prevedere le sentenze in questi tre settori e, grazie all’aiuto dei giudici genovesi, a verificare le incongruenze e istruire al meglio il sistema informatico», assicura Comandè.

E per raggiungere questo risultato sarà necessario un’attività multidisciplinare, per altri tipica delle scuole superiori pisane, che coinvolgerà anche l’informatico Italo Lisi e l’economista Francesca Chiaromonte insieme ai rispettivi team. Un approccio interdisciplinare che, come spiega Amram, può «amstimolare il legislatore e contribuire al dibattito nazionale».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il dolore

San Giuliano Terme, è morto Tiziano Taccola: storico dirigente socialista

di Redazione Pisa