Il Tirreno

Pisa

Primo giorno di scuola con mascherine al volto per l’odore dei concimi

Danilo Renzullo
Primo giorno di scuola con mascherine al volto per l’odore dei concimi

Protesta a San Piero a Grado: da giorni l’aria è irrespirabile e continuano i malori. Alunni della primaria Rismondo e della media Castagnolo in aula col viso coperto

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PISA. Zaini in spalle e mascherine sulla bocca. Si apre con una protesta di studenti e genitori l’anno scolastico nelle scuole di San Piero a Grado. Da prima alla primaria Rismondo, poi la mobilitazione contro il cattivo odore causato dagli scarichi di concimi e fertilizzanti in un’azienda agricola della zona approda anche alla scuola media Castagnolo. I sorrisi delle centinaia di piccoli studenti sono stati oscurati dalle mascherine indossate per “difendersi” dall’odore nauseabondo che da settimane ha “contaminato” l’aria, mentre il ritrovo dei genitori diventa l’occasione per stabilire le prossime tappe di una mobilitazione che, promettono i residenti, «non si fermerà fino a quando non sarà fatta chiarezza sulle sostanze scaricate nei campi».. L’ordinanza firmata nei giorni scorsi dal sindaco Michele Conti ha fermato lo sversamento dei fanghi, ma l’odore resta penetrate. Acre e pungente. L’aria quasi irrespirabile. Quando le folate di vento si dirigono verso la scuola Castagnolo il cattivo odore aggredisce le gole, facendo crescere la rabbia nella sorta di flash-mob di “sensibilizzazione” organizzato da studenti e genitori.

«Indossare le mascherine è un gesto simbolico, ma anche di difesa», dicono alcune mamme riunite all’esterno della scuola, a poche centinaia di metri dai terreni interessati dagli sversamenti. «Sono in corso le analisi dell’Arpat – proseguono –, ma ancora non è chiaro quali sostanze sono state scaricate. L’aria continua ad essere irrespirabile e le mascherine, oltre ad uno strumento di protesta, diventano anche un dispositivo di protezione».

Uno strumento di tutela, seppur minima, per cercare di difendersi da quelle sostanze che hanno costretto decine di residenti a ricorrere alle cure del pronto soccorso. Infiammazioni, irritazioni agli occhi e crisi respiratorie i sintomi più comuni avvertiti dalla popolazione di San Piero a Grado e quartieri limitrofi. «Negli ultimi giorni circa settanta persone della zona, tra bambini ed adulti, hanno accusato lievi malori che le hanno costrette a ricorrere alle cure mediche» specifica Bernardo Lelli, portavoce del comitato nato per chiedere lo stop agli sversamenti. «Attendiamo i risultati delle analisi condotte da Arpat – continua – e intanto proseguiamo la mobilitazione con la quale abbiamo già ottenuto il divieto di nuovi scarichi».

Lo stop però non basta. «L’idea – aggiunge Gabriele Amore, capogruppo del Movimento 5 Stelle – è di proseguire in questo percorso di mobilitazione che si caratterizza per lo spirito di comunità che si è formato spontaneo, ma forte».

La richiesta di chiarire il tipo di sostanze usate per fertilizzare i campi si unisce a quella di bonifica della zona interessata. Rivendicazioni che emergeranno anche dalla manifestazione organizzata per il prossimo 23 settembre a San Piero a Grado. «Siamo in attesa dei risultati delle analisi per eventualmente adottare altri provvedimenti – annuncia l’assessore alle politiche educative Sandra Munno, presente davanti alla scuola Castagnolo –. La mia presenza ha un doppio scopo: augurare un buon anno scolastico e portare la solidarietà dell’amministrazione alla comunità con l’obiettivo di mantenere viva l’attenzione su un problema che sta interessando varie zone della città».

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