La protesta
Muore a trent’anni per malattia impiegato del gruppo Valenti
L’uomo si occupava della parte amministrativa della società. La sua grande passione era il beach tennis che ha praticato fino a quando il fisico ha retto
PISA. Una malattia implacabile contro cui ha lottato senza riuscire a sconfiggerla. Apparsa all’improvviso e compagna di sventura da almeno un paio d’anni.. Si è arreso a un destino che lo ha segnato a soli 30 anni Fabrizio D’Addario, impiegato in centro negli uffici della società dell’imprenditore della moda Massimo Valenti.
Originario della provincia di Taranto, D’Addario colpito da un linfoma particolarmente aggressivo, da tempo lavorava a Pisa dove, come tanti ragazzi, era venuto per studiare all’università e poi si era fermato per lavorare e costruirsi la sua vita.
Un’esistenza felice nella quale erano ancora salde le radici con le origini pugliesi.
Faceva parte del gruppo di lavoro del noto commerciante pisano per i suoi negozi di abbigliamento e calzature e si occupava della parte amministrativa dopo aver concluso gli studi nell’ateneo pisano.
Una persona descritta da chi l’ha conosciuta come sensibile e capace di stare in compagnia.
Aveva saputo legare con i colleghi e si era radicato a Pisa frequentando ambienti sportivi facendosi tanti amici. La sua passione era il beach tennis.
L’associazione Asd Beach Space di Pisa era la sua seconda famiglia.
Qui aveva trovato amici e appassionati dello sport che, fino a quando la malattia glielo ha permesso, era sfogo e piacere di stare con gli altri e tenersi in forma.
«Un ragazzo davvero speciale che sapere stare in gruppo e farsi volere bene» lo ricordano i vertici dell’associazione.
Da un paio d’anni le presenze nei tornei si erano diradata fino ad annullarsi. Le cure in ospedale, invasive nelle pratiche e spossanti negli effetti, lo avevano debilitato impedendogli ogni sforzo che non fosse quello di stare in piedi e badare a se stesso.
Martedì 17 settembre si è celebrato il funerale in Santa Maria Madre della Chiesa nel quartiere Don Bosco, poi la salma è stata trasferita nella città natale di D’Addario in Puglia. —
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