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Triggiano, il David Copperfield europeo: «Le mie bugie sono tutte benefiche»
Il famoso illusionista protagonista stasera, sabato 14 settembre, di uno strabiliante ed emozionante show in piazza dei Cavalieri
«Illudiamoci. Solo così torneremo bambini». A dirlo è il "Gran bugiardo", il David Copperfield europeo, il "Mandrake" e il "Gran sacerdote". Tutti epiteti ed etichette che sono stati dati a Gaetano Triggiano, l’illusionista che da Ponsacco è sbarcato col suo tour "Real illusion" in Russia, Canada, Grecia, fino in piazza dei Cavalieri a Pisa, stasera alle 21.30.
Triggiano è Mandrake perché ha vinto il Mandrake d’Or al Theatre de Paris. E come David Copperfield, Triggiano è "pop", ha dismesso il frac, la tuba e i guanti bianchi per inforcare una Harley Davidson con cui apre lo spettacolo. L’illusionista poi è un gran bugiardo. «Sì, lo sono. Per buoni fini. L’illusione è quell’arte che scardina i cassetti pieni di sogni che da adulti abbiamo chiuso a chiave. Con il mio inganno, con le mie promesse, con le mie bugie illusorie vi faccio tornare bambini con gli occhi sgranati. Vi faccio tornar ai tempi in cui si credeva di saper volare.
Tutti i bambini pensano di saper volare. La fisica non conta per loro». La figura del bambino ricorre spesso nei tuoi spettacoli...«Il mio tour non è per bambini. Sì, certo vengono e si divertono un sacco ma non è "bambinesco". Lo spettacolo è per quel bambino che abbiamo dimenticato dentro di noi, col tempo, con le delusioni, con le esperienze che la vita ci sbatte in faccia. In un’ora e mezzo, ci sarà un momento in cui tutti si concentreranno e penseranno che sono proprio le loro menti a sollevare una donna.
Non lo facevate da bambini? Non pensavate di aver dei super poteri? Ce li avete ancora...».Come hai iniziato?«Mio padre mi regalò a cinque anni la cassetta del mago. Sempre lui mi portò a vedere a Roma uno spettacolo di magia. Capii allora, ed avevo otto anni, che era quello che volevo fare. Mi piaceva rimanere stupito. Incantato. E a mia volta volevo stupire ed incantare». Che differenza c’è tra magia e illusione?«L’illusione è una parte della magia. È quella più spettacolare. È la messa in scena di un grande inganno, di un grande trucco. Ed oggi, di illusione sognante, ce n’è bisogno più che mai. Mi sembra che oggi il mondo sia pervaso ed affossato da un’illusione malevola». In che senso?«Guardiamo alla politica. Quella nostra, senza neppure andare oltre i confini nazionali. Guardiamo alle promesse non mantenute. Alle bugie vere e che fanno male, che bruciano sulla pelle di noi tutti. Ed in più ci siamo noi che ci illudiamo da soli quotidianamente».
Nel senso che siamo degli eterni ingenui da abbindolare? Dei belanti a due zampe?«No. Non in quel senso. Pensavo ai social. Lì, in moltissimi si creano un mondo tutto loro. Si illudono da soli. Ne hanno un gran bisogno. La realtà quotidiana non li soddisfa. Si crea, nel mondo social, un’illusione di sentimenti, si finge un’amicizia, si finge anche di odiare. Pensate dunque a quanto l’illusione ci invade. E riflettete anche su quante tipologie di finzioni esistono.
A me piace quella che porto in scena. È un’illusione salutare benefica». L’arte dell’illusionismo è tutto meno che improvvisazione... «C’è una grande disciplina. Bisogna studiare. Provare. E lo fai sin da ragazzino. Mi comprai da bambino il manuale "Sim sala bim". Vi rendete conto? Cercavo di imitare Silvan. Mai arrendersi in questa disciplina artistica e lo fai perché credi veramente che sia arte, arte che smuove emozioni positive».
Triggiano ha studiato con i più grandi maestri e professionisti della magia ed è stato proprio frequentando quel mondo che nel 1998 a Roma ha potuto incontrare Arturo Brachetti che ha aiutato Triggiano nei primi anni della sua carriera e lo ha aiutato anche nella creazione del suo tour. Cosa ti lega a Pisa, alla Toscana?«Sono di Ponsacco, ho fatto il liceo a Pontedera. Adoro Pisa. Ci ho vissuto 8 anni. Ho in tasca due anni all’Università. Facevo Ingegneria. Poi la mia strada è andata in altre direzioni. Ora vivo una vera e propria illusione perché sono separato tra Roma e Ponsacco. Vivo tagliato in due». --
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