La manifestazione
Ziello “interroga” il ministro sulla diffusione del New Delhi
L’intervento del parlamentare punta ad avere risposte dal ministero della Salute su provvedimenti, tempi e azioni contro l’infezione
PISA. Interrogazione parlamentare al ministro della Salute, Roberto Speranza del deputato leghista Edoardo Ziello sull’emergenza “New Delhi” che ha portato, solo a Cisanello, 31 contagiati e una decina di decessi.
Ziello chiede al ministro «quali provvedimenti di sua competenza intenda adottare al fine di ridurre il rischio di una diffusione dei ceppi responsabili delle infezioni in altre strutture sanitarie della regione e del Paese».
La premessa del deputato è che «negli ultimi mesi, negli ospedali toscani, si è registrato un vertiginoso picco delle infezioni causate dal batterio killer “New Delhi”, la cui diffusione sta tenendo in apprensione pazienti, medici e personale sanitario dell’intera regione.
I numeri diffusi dai principali organi di stampa, aggiornati al 31 agosto scorso, non sono confortanti. I soggetti risultati positivi – portatori non malati o, meglio, colonizzati – sono 708 in tutta la regione. Di questi, 75 sono finora i casi di infezione sviluppata nel sangue».
I tassi di mortalità conseguenti alle infezioni si attestano su percentuali che oscillano dal 40 al 50 per cento.
Il batterio si è mostrato resistente alle più efficaci terapie antibiotiche, anche di secondo livello, colpendo ovviamente in maniera prevalente soggetti immunodepressi, debilitati e con storia di pregresso ricovero.
Al momento l’infezione potrebbe essere stata la causa o la concausa di circa 31 decessi.
«Dalle recenti cronache, abbiamo tristemente appreso il caso di una donna livornese, settantenne, ricoverata per un banale intervento al femore e deceduta dopo due mesi di atroci sofferenze a causa di uno shock setticemico – prosegue il deputato Edoardo Ziello –. Il 4 giugno, a fronte dei dati rilevati, il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (Ecdc) aveva già pubblicato un Rapid Risk Assessment, certificando l’anomalia e le rilevanti dimensioni del focolaio. L situazione era, quindi, nota ai competenti organismi regionali da diverso tempo. Ciò nonostante, la situazione di potenziale emergenza è emersa pubblicamente solo nelle ultime settimane, con apparente ritardo, in seguito alla pubblicazione di alcuni articoli di stampa. Nel superiore interesse alla tutela della salute pubblica, riteniamo indispensabile che si faccia luce sul caso, che si garantisca la massima trasparenza e informazione ai cittadini, nonché, naturalmente, che vengano messe in atto tutte le misure necessarie per limitare al minimo il rischio infettivo». —
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