Attenzione
«Pisa stralcia il piano ora risarcisca Calci»
Tommaso Pierini (Pd): una decisione unilaterale miope e che sicuramente non aiuta il nostro territorio
CALCI. «Apprendiamo la grande soddisfazione dell’amministrazione leghista pisana per l’inizio di un precorso di pianificazione con il solo Comune di Cascina. Ma la decisione unilaterale di affossare il Piano strutturale dei sei comuni dell’area pisana ha di fatto relegato Pisa ad un ruolo marginale sia nell’area della costa, sia nei confronti della città metropolitana di Firenze». Così Tommaso Pierini, segretario del Pd di Calci. Il quale ricorda come «il Piano strutturale dell’Area Pisana partiva da una visione strategica complessiva per una area urbana di 200mila abitanti che, in termini di infrastrutture, mobilità, dotazione di servizi e sviluppo economico, si sarebbe dovuta confrontare con altri sistemi urbani regionali, primo tra tutti quello fiorentino».
«La collaborazione negli anni dei sei comuni, iniziata sperimentalmente prima ancora che la Regione introducesse la pianificazione intercomunale nelle proprie leggi, aveva portato tra l’altro - dice ancora Pierini - alla redazione di un Regolamento edilizio unificato e ad un interessante progetto legato al Trasporto pubblico locale».
«Altra grave conseguenza della decisione pisana e che la giunta Conti vede bene di non ricordare - prosegue Pierini - è che con questa chiusura dell’esperienza di pianificazione intercomunale Pisa, in qualità di ente capofila del Piano, dovrà restituire alla Regione quasi 100mila euro (cifra assegnata come anticipo di un finanziamento regionale di quasi 300mila euro dato per il Piano) ed altre migliaia di euro agli altri comuni, tra cui il Comune di Calci, come somme già versate per la pianificazione condivisa. Questa visione miope ed incapace di pensare il proprio territorio oltre il colore politico, privando la pianificazione della possibilità di incidere su un ambito naturalmente interconnesso (doveroso ricordare che migliaia di persone oggi risiedono in un comune ma lavorano e usufruiscono dei servizi in altri comuni dell'area) non solo non risolverà i problemi già evidenti per Pisa e Cascina, ma impedirà di progettare - conclude - soluzioni moderne e di respiro europeo (mobilità tra comuni dell’area e centro città, sviluppo ordinato delle funzioni, distribuzione su un territorio più ampio dei servizi e delle risorse) che una città e un territorio come quello pisano indubbiamente meritano». —
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