Lutto
«Addio Paolo, difensore della libertà» Alla Sant’Anna l’ultimo saluto a Carrozza
Centinaia di persone si sono riunite nell’aula magna accanto alla moglie, alla figlia e alla sorella Maria Chiara
PISA. Dolore e commozione, ma anche il peso di un’eredità da coltivare. L’aula magna della Scuola Sant’Anna non è riuscita a contenere le centinaia di persone che si sono riunite per dare l’ultimo saluto a Paolo Carrozza, docente di diritto costituzionale della Sant’Anna e fratello dell’ex ministro dell’Istruzione Maria Chiara Carrozza. Un addio commosso da parte di tutto il mondo politico, istituzionale ed accademico che si è stretto attorno al dolore della moglie Cristiana Bruni e della figlia Ilaria, che ha affidato ad una poesia di Henry Scott Holland il suo ricordo.
Decine e decine di allievi ed ex allievi, giuristi, rappresentanti delle istituzioni e della politica locale che hanno ricordato i numerosi ruoli che Carrozza ha ricoperto nella sua vita. Classe 1953, è stato anche vicesindaco di Pisa nella giunta Floriani, oltre ad aver firmato centinaia di pubblicazioni scientifiche nelle principali riviste giuridiche italiane e straniere e curato numerosi volumi. Ha svolto anche attività giudiziale e stragiudiziale in favore della Presidenza del Consiglio dei Ministri e di numerosi enti ed istituzioni.
«Accogliamo l’amico, il maestro, il mentore, il giurista che ha dedicato tanto alla Scuola - sottolinea la rettrice della Sant’Anna, Sabina Nuti osservando spesso la bara ricoperta da fiori bianchi e rossi -. La Sant’Anna è profondamente grata per il suo impegno. Sarà la nostra guida e la Scuola sarà per sempre la sua casa». Generosità, dedizione, condivisione, confronto, gratificazione, libertà le parole più ricorrenti nei ricordi degli ex allievi e dei colleghi che nei vari interventi hanno tracciato la vita pubblica e privata del professore. Il sorriso e l’ironia i tratti caratteriali che ne hanno caratterizzato l’esistenza, uniti alla passione e alla forza con cui ha portato avanti il lavoro da accademico e da avvocato.
«Ciao, arrivederci Paolo, rimarrai sempre con noi - il ricordo dell’ex ministro Carrozza -. Paolo mi ha lasciato il senso della libertà. Mi ha insegnato ad essere un riferimento, a dare risposte a chi pone domande, ad essere sempre disponibile e aperta ai bisogni dei ragazzi e degli allievi. Mi ha insegnato che bisogna meritarsi il ruolo che si ricopre attraverso il lavoro quotidiano. Non è stato facile essere sua sorella: quando ero ministro ricordo che mi chiamavano tante persone perché non riuscivano a mettersi in contatto con lui. Questo dimostra l’importanza che ha avuto per molti. Paolo amava il diritto, per la difesa e non per alimentare conflitti. Amava il diritto per risolvere i conflitti. Un uomo innovativo e rigoroso, sempre attento allo studio e alla storia, alla filosofia e all’origine del diritto. Lo ricorderò in giardino, il luogo che amava di più, o in libreria».
«Qui - conclude l’ex ministro rivolgendosi a figli e nipoti - c’è la nuova generazione della nostra famiglia che credo debba raccogliere il testimone di quello che ha fatto Paolo. Non è facile, ma provate a portare avanti il senso e i principi di libertà, solidarietà e accoglienza per i quali Paolo si è battuto». —
Danilo Renzullo
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