Il Tirreno

Pisa

l’indagine 

Progettavano un colpo in banca in città: fermati

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pisa. Sono sospettati di aver progettato una rapina anche a Pisa i tre siciliani arrestati ieri dai carabinieri di Lucca. Decine di sopralluoghi, appostamenti, travestimenti (ad esempio da operai con tanto di scale o con una Fiat della Croce bianca). Infine, i colpi, due quelli accertati: a Lunata, il 30 aprile, alla Casa di risparmio di Volterra; a Marina di Massa, il 5 luglio, alla filiale di Mps. Violenti (il direttore della filiale di Lunata ebbe un referto di 8 giorni) ma anche un po’ disattenti, tanto da perdere sul luogo del delitto il telefonino utilizzato per comunicare durante le rapine: un vecchio Alcatel di fine anni ’90, buono solo per chiamare e ricevere (senza gps). Partendo da quel telefonino di vecchia generazione i carabinieri sono riusciti a risalire alla banda di rapinatori catanesi formata da Giuseppe Cosentino, 57 anni, dal figlio Glauco di 26 e da Giuseppe Iuppa di 47 anni.

Le indagini condotte dai militari hanno permesso di accertare che i rapinatori (quasi tutti con precedenti per rapina, alcune delle quali commesse in Toscana), avevano messo a punto un articolato disegno criminoso che prevedeva la commissione di numerosi colpi nelle province dell’alta Toscana ed in particolare in quelle di Lucca, Pisa e Massa, nonché in Liguria. Pochi giorni prima del colpo a Marina di Massa, la banda punta un istituto in via delle Cascine: l’auto su cui viaggiano Giuseppe Cosentino e un complice, però, viene controllata da una pattuglia dei carabinieri. All’interno c’era il classico armamentario del rapinatore. E il colpo salta. —



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di Redazione Massa