Il Tirreno

Pisa

Nuova Arena, un sì tra le polemiche. Ma Corrado è fiducioso e indica i tempi

Francesco Loi
Il disegno della nuova Arena Garibaldi nel contesto di Porta a Lucca, nei pressi Piazza dei Miracoli
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Il disegno della nuova Arena Garibaldi nel contesto di Porta a Lucca, nei pressi Piazza dei Miracoli

Il consiglio comunale approva l’adozione della variante. I dubbi del Pd e di Forza Italia, fiducioso il presidente del Pisa 

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PISA. Urbanisticamente, il primo passo è compiuto. La variante (no allo stadio ad Ospedaletto, sì al restyling dell’Arena, no alla moschea a Porta a Lucca) è stata adottata dal consiglio comunale. Seguiranno sessanta giorni per le osservazioni, prima dell’approvazione definitiva. Che, secondo il cronoprogramma della giunta, dovrebbe avvenire all’inizio del prossimo anno. L’adozione non era in discussione, visto che già in commissione l’atto aveva ricevuto il parere positivo della maggioranza e anche del M5S. Contrari il Pd e Diritti in comune («stralciate la questione moschea»).

La discussione però è stata intensa, anche da parte di forze di maggioranza. Sul tavolo sono finiti tanti punti interrogativi. Da una parte e dall’altra. Il Pd, attraverso il consigliere Marco Biondi, ha specificato in premessa «di non contestare la realizzazione del nuovo stadio». Tutte le perplessità dei democratici sono invece concentrate «sui contenuti della variante».

Biondi ha posto alcuni quesiti: «Visto che manca il Pef, il piano economico finanziario, alla base dell’operazione, non si capisce cosa votiamo: ad esempio, chi farà i parcheggi? E chi li gestirà?». E poi: «Si è detto che il restyling dell’Arena sarebbe stato accompagnato da un piano di riqualificazione del quartiere, ma le opere previste sono tanti parcheggi. Ma per la maggioranza riqualificare un quartiere vuol dire riqualificare i parcheggi?». Un concetto ripreso da un altro consigliere del Pd, Matteo Trapani: «Sì allo stadio nuovo, ma così è senza connessioni con il territorio, in termini di mobilità e benefici per i residenti».

Dall’assessore ai lavori pubblici Raffaele Latrofa qualche replica. «Il Pef c’è, a livello preliminare». E poi l’elenco dei lavori previsti, con riqualificazione dell’asse di via Rindi e un sistema di ciclabili, oltre ai parcheggi previsti sia in zona che a maggiore distanza. «Una visione nuova di Porta a Lucca».

Ma la questione del Pef, quello definitivo, ha continuato a tenere banco. «Lo guarderemo con particolare attenzione quando sarà presentato», ha detto Riccardo Buscemi, consigliere di Forza Italia, espressione della maggioranza. «E sarà opportuno anche avvalerci di consulenti».

Una volta approvata la variante, serviranno il progetto definitivo dell’Arena e il Pef per ottenere il finanziamento di Invimit, società del ministero dell’Economia (la stima è di circa 30 milioni di euro). Un compito che spetta a Dea Capital Real Estate e al Pisa Sc in qualità di soggetti proponenti del progetto di restyling. Quando tutto sarà stato sistemato, un fondo ad hoc (probabilmente composto da Invimit, Comune, Pisa Sc e forse Credito Sportivo) dovrà gestire l’Arena facendo fruttare il contenitore di eventi e spazi commerciali che diventerà.

«Credo che ormai il progetto stadio sia avviato sulla strada della definizione. Sono fiducioso che i tempi siano meno lunghi del previsto con il via ai lavori subito a fine campionato», ha detto ieri il presidente del Pisa, Giuseppe Corrado. «Andremo avanti fino alla conclusione amministrativa della vicenda», l’impegno del sindaco Michele Conti.

Ulteriore aspetto politico, il no alla moschea a Porta a Lucca. Altri distinguo, sempre con Buscemi (a cui si sono aggiunti altri della maggioranza): «Una volta chiusa la partita stadio sono certo che il sindaco affronterà anche il tema della libertà di culto, della moschea in un altro luogo».

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