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Pisa

I conti della fondazione 

«Contributi e ferie, così il teatro ha chiuso il bilancio in rosso»

«Contributi e ferie, così il teatro ha chiuso il bilancio in rosso»

Lettera aperta dell’ex presidente Giuseppe Toscano: ci metto la faccia fino in fondo Perdita reale di 140mila euro per il mancato incremento delle risorse pubbliche

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PISA. «Ritengo di dover dire due parole anch’io, nel contempo salutando, per così dire ufficialmente, i tanti cittadini amanti del Teatro, i colleghi dei vari consigli d’amministrazione che mi hanno visto consigliere o presidente, i dipendenti e le maestranze tutte del Verdi». Inizia così una lettera aperta dell’ex presidente della Fondazione Teatro Verdi, l’avvocato Giuseppe Toscano, che vuole «mettere la faccia», sottolinea, anche sul bilancio 2018, l’ultimo della sua presidenza, «che registra il “rosso” riportato da Il Tirreno».

Un “rosso” che deve essere scomposto, «atteso che degli oltre 300mila euro di perdita 172mila circa sono fondi accantonati per permessi e ferie non godute, che verranno liberati ad esito del “piano ferie” varato dalla Fondazione. Un atto cautelativo ed opportuno, e condivido la scelta operata dal nuovo organo di gestione presieduto dalla Paoletti. Lo sblocco dell’accantonamento, se non consentirà l’equilibrio di bilancio, comunque vi contribuirà per gli esercizi successivi, a cominciare dal 2019».

Il blocco del turn over, da anni, con la riduzione del personale a tempo indeterminato da 39 unità a 24, «in linea con studi di ristrutturazione aziendale acquisiti già prima dell’avvento di Cortopassi e mio, non poteva - dice Toscano - non comportare conseguenze, anche in termini di ferie, permessi e lavoro straordinario. Il Teatro ha portato avanti la sua attività con sempre meno persone, che proprio nel momento della difficoltà hanno mostrato dedizione e spirito di sacrificio. E d’altro canto se non si fossero fatte scelte serie e durature nel tempo i risultati sarebbero stati ben peggiori, a maggior ragione considerando che quando siamo stati chiamati ad amministrare il Verdi il “rosso” era quasi di un milione di euro».

Restano circa 140mila euro (per arrivare alla perdita complessiva), che in realtà costituiscono il vero “rosso” del bilancio 2018.

«Ebbene - riprende l’avvocato - quello che ho sempre paventato: i teatri sono e restano, purtroppo, enti “instabili”, perché la loro “vita” dipende da finanziamenti esterni, pubblici essenzialmente, e privati. Le previsioni dell’organo di gestione e della direzione amministrativa, per l’anno 2018, non si sono realizzate. Quella scommessa, dal punto di vista del botteghino, è stata vinta, ma siccome il bilancio preventivo si fa in un momento in cui non v’è ancora certezza della quota di Fus (Fondo Unico Spettacolo) che il ministero assegnerà al Teatro, e del contributo regionale, è successo che il ministero non ha incrementato la quota di Fus destinata al Verdi per l’anno 2018, come ipotizzato; e la Regione non ha incrementato i suoi contributi, come sembrava si apprestasse a fare; i costi di alcune produzioni e coproduzioni non sono stati abbattuti perché il Teatro non è riuscito a far “girare” le opere, come ipotizzato, presso altri Teatri italiani ed esteri, che ormai sempre più difficilmente riescono a mantenere gli impegni presi (la crisi non è un’opinione). Ecco spiegata la perdita di bilancio, quella reale, di circa 140mila euro».

La conclusione dell’avvocato Toscano: «Approfitto per ringraziare altresì tutti gli amici che in questi anni mi hanno sostenuto, il sindaco Filippeschi che mi ha nominato la prima volta ed il sindaco Conti che mi ha confermato, fino a quando non sono stato chiamato ad altro incarico. Alla presidente Paoletti ed al nuovo consiglio d’amministrazione del Teatro Verdi il mio augurio perché questa perdita possa essere “superata”, nella convinzione che la passione che il Teatro inevitabilmente trasmette a chi lo amministra possa fare il resto». —

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