Il Tirreno

Pisa

A San Biagio commozione e corone d’alloro per non dimenticare le atrocità nazifasciste

Amanda Fincatti
A San Biagio commozione e corone d’alloro per non dimenticare le atrocità nazifasciste

Anniversario della strage dei 23 civili che vennero trucidati nella canonica della chiesa e in una casa il 2 agosto 1944 

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la cerimonia

In occasione del 75º anniversario della liberazione dal nazifascismo sono state ricordate ieri mattina le 23 vittime dell’eccidio di San Biagio, a Cisanello. Presenti alla commemorazione il sindaco Michele Conti e il presidente provinciale dell’Anpi (Associazione Nazionale Partigiani d’Italia) Bruno Possenti.

Insieme a numerosi cittadini, le autorità hanno percorso i luoghi dei massacri di San Biagio avvenuti il 2 agosto 1944. In ricordo dei 23 civili trucidati dai ufficiali e sottufficiali della Terza Compagnia delle SS sono state depositate corone d’alloro alla Cascina Rosa di via San Biagio, al monumento per l’eccidio di San Biagio del parco 2 agosto 1944 e alla lapide posta fuori dalla chiesa di San Biagio. «Quell’orribile episodio è una delle tante pagine atroci che hanno caratterizzato la vita del nostro Paese dopo l’8 settembre 1943 fino alla liberazione», ricorda il presidente dell’Anpi.

Le atrocità inferte dai nazisti agli abitanti di San Biagio sono state compiute in due diversi atti nel giro di poche ore di quel 2 agosto. Il primo avvenne nella canonica della chiesa di San Biagio, dove morirono undici persone a colpi di mitra, tra cui 5 donne ed alcuni anziani che vi si erano rifugiati. La pattuglia SS poi dette fuoco alla costruzione con bombe incendiarie.

Il secondo atto atroce a pochi metri di distanza in una casa privata, la casa Sbrana, dove fu violentata Berta Sbrana di soli 23 anni davanti agli occhi dei parenti e del fidanzato. Berta Sbrana, dopo le indicibili violenze sofferte, venne colpita alla testa con uno sparo di pistola; morente fu impiccata con del filo spinato ad un albero vicino alla sua casa. L’abitazione Sbrana fu data alle fiamme con le altre undici vittime della strage di San Biagio al suo interno.

Le 23 vittime dei due eccidi hanno i propri nomi incisi sulla lapide posta fuori dalla chiesa, mentre sul muro di un’abitazione civile in via San Biagio fu collocata una lastra di marmo bianco in memoria dei dodici deceduti di casa Sbrana.

Possenti fa inoltre presente che all’inizio del prossimo mese si terrà, inerente sempre all’anniversario della liberazione dal nazifascismo e della resistenza antifascista, la cerimonia in ricordo del maggiore Gian Paolo Gamerra, trucidato dai nazisti un giorno dopo l’armistizio del 1943. «Noi lo ricorderemmo ai primi di ottobre a Riglione perché vogliamo ci sia la presenza della scuola nella cerimonia in ricordo dell’uccisione di Gamerra e dei suoi commilitoni, che avvenne il 9 settembre, una data di grande importanza e che segna l’inizio del riscatto».

Questi i nomi delle vittime: Alfredo Sbrana, M. Domenica Trivella Sbrana, Piero Sbrana, Berta Sbrana, Alfea Sbrana Saccomani, Carlo Saccomani, Giulio Favilla, Giulia Favilla Sbrana, Quintilia Sbrana, Rosa Raglianti, Secondo Raglianti, Danilo Raglianti, Giulio Antichi, Ida Barbieri, Virginia Bulleri, Giuseppe Guerri, Narciso Cipolli, Nella Cervelli, Omero Barachini, Lina Barachini, Arduina Giuseppa Barachini, Giovanni Tacchi, Anide Barachini. —

Amanda Fincatti

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