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Una sarda di 10 metri contro la plastica

Una sarda di 10 metri contro la plastica

È in fase di realizzazione dei laboratori dell’Officina Scart Fatta di rifiuti sarà il simbolo della Barcolana 2019

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pisa. È la regata più grande al mondo, un monumento nella velica mondiale. L’anno scorso duemilasettecento sono state le imbarcazioni iscritte. Parliamo di Barcolana, la storica regata della città di Trieste che si svolgerà dal 4 al 13 ottobre e che quest’anno avrà come simbolo della 51esima edizione Alice, un “sardon”, una grande sarda, lungo 10 metri realizzato a Pisa con 10mila flaconi e bottiglie di plastica.

Sarà posizionato nel cuore della città di Trieste, in una delle più belle piazze d’Italia, piazza Unità, che si affaccia sul mare circondata da straordinari palazzi ottocenteschi. Un’opera a più mani per così dire.

I cittadini di Trieste nei mesi di luglio e agosto hanno, infatti, conferito i loro rifiuti plastici nei punti di raccolta dedicati e attrezzati in città: flaconi, tappi e bottiglie di plastica finalizzate alla costruzione di “Alice”; mentre oggi, nell’Officina Scart che si trova a Pisa (nella sede toscana di Herambiente), le abili mani di alcuni artisti stanno realizzando l’installazione. Il più che ventennale progetto artistico del Gruppo Hera da sempre sviluppa il binomio arte e rifiuto e nei prossimi giorni utilizzerà quelle bottiglie e quei flaconi per dare pelle, scaglie e branchie al “sardon” più grande che si sia mai visto: il Sardon che sarà simbolo della 51edizione di Barcolana, sottolineando l’importanza dell’impegno di tutti, per un mare e un mondo più puliti.

Dopo l’esperienza estiva di collaborazione al tour di Laura Pausini e Biagio Antonacci per i quali il progetto Scart del Gruppo Hera ha realizzato – con l’uso esclusivo di materiale riciclato – costumi e scenografie di ballerini e musicisti, e dopo l’analoga e straordinaria collaborazione con il Teatro del Silenzio di Andrea Bocelli, Scart porta il suo riciclo creativo fino a Trieste per richiamare l’attenzione sui rifiuti in plastica e sul loro impatto ambientale quando non sono correttamente differenziati. L’Onu ha stimato che solo il 9% della plastica prodotta a livello globale negli ultimi decenni sia stata riciclata. Annualmente, vengono prodotte più di 300 miliardi di tonnellate di questo materiale e la metà è destinata ad essere mono uso, quindi usata una volta sola e poi gettata nei rifiuti. Con l’acquisizione da parte del Gruppo Hera di Aliplast, leader del settore e prima realtà in Italia ad aver raggiunto la piena integrazione lungo tutto il ciclo di vita della plastica, Herambiente dispone oggi di impianti in Spagna, Polonia, Francia e naturalmente Italia, per rendere sostenibile il ciclo di vita della plastica, raccogliendola e riciclandola per produrre nuovi materiali, con il minimo impatto ambientale possibile. Aliplast trasforma ogni anno circa 90 mila tonnellate di rifiuti di plastica in prodotti finiti, principalmente film Pe, lastre in Pet e granuli/scaglie dei principali polimeri che consentono di realizzare nuovi prodotti con l’uso di plastica riciclata. Un gesto quanto mai attuale e importante, visto l’allarme scattato a livello mondiale per l’inquinamento dovuto ai 12 milioni di tonnellate di rifiuti di plastica scaricati negli oceani del mondo ogni anno – dato delle Nazioni Unite – e che ha portato a innumerevoli campagne di sensibilizzazione a livello internazionale. —

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