Il Tirreno

Pisa

Giornata della Memoria a San Rossore 

Leggi razziali, 81 anni fa la vergogna «Nessuno dimentichi la tragedia»

Sara Venchiarutti
Leggi razziali, 81 anni fa la vergogna «Nessuno dimentichi la tragedia»

«Il passato non si modifica, il futuro sì»: così il presidente della Comunità ebraica di Pisa durante la cerimonia nel luogo dove furono firmate le leggi

3 MINUTI DI LETTURA





Pisa. Sono passati 81 anni dalla promulgazione delle leggi razziali, firmate a Pisa il 5 settembre 1938 da re Vittorio Emanuele III durante il soggiorno estivo nella tenuta di San Rossore. Ed è proprio qui che, nella giornata di ieri, si è svolta la celebrazione del Giorno della Memoria contro la persecuzione verso gli ebrei e le ebree e contro ogni razzismo, per denunciare uno dei periodi più bui della nostra storia.

«Con quella firma pisana, Vittorio Emanuele III fece ripiombare l’Italia nell’epoca delle persecuzioni contro gli ebrei – ricorda il sindaco Michele Conti –. La storia ha saputo raccontare quello che allora successe agli ebrei nel continente europeo. Noi oggi dobbiamo avere la consapevolezza che, per guardare avanti, bisogna conoscere il nostro passato. Oggi non può essere il tempo dell’indifferenza, ma quello della consapevolezza, creando le basi per una convivenza pacifica».

E l’importanza della scuola come luogo di conoscenza è stata sottolineata da Maurizio Gabbrielli, presidente della Comunità ebraica di Pisa: «Traghettare il 1938 al 2019 significa rendere quello che è accaduto funzionale al mondo odierno. Il passato non si modifica, ma il presente sì, per costruire un futuro sano e attento ai diritti fondamentali dell’uomo. Per questo è necessario il coinvolgimento dei giovani e la scuola è una grande risorsa che deve essere accanto ai nostri figli. Il fatto di trovarsi a Pisa deve essere un monito: è nostro dovere morale chiedersi se eventi del genere potranno riaccadere e denunciare oggi, così come ogni giorno, le parole di odio e le forme di violenza contro persone considerate altro da sé».

Concorde anche Bruno Possenti, presidente del Comitato provinciale Anpi di Pisa, che ha rimarcato l’importanza di far conoscere ai giovani la storia, affinché l’indifferenza generale con cui furono accolti i provvedimenti razziali non si ripeta nuovamente.

Oltre alla deposizione di due corone d’alloro (una alla casa di Pardo Roques, l’altra sulla lapide commemorativa nella tenuta di San Rossore), le conseguenze della persecuzione razziale sono state ricostruite dalla lectio magistralis di Fabrizio Franceschini, docente dell’Ateneo pisano e direttore del Centro interdipartimentale di studi ebraici (Cise) dell’Università di Pisa: «Attraverso Capaneo, un racconto poco noto di Primo Levi, l’intervento ha voluto evidenziare alcuni aspetti delle leggi razziali a Pisa rispetto al mondo dell’università e dei numerosissimi studenti stranieri dell’Ateneo, che caddero, assieme a molti docenti, sotto i rigori dei provvedimenti razziali».

Secondo alcune stime accademiche del tempo, nel gennaio del 1938 gli studenti ebrei di nazionalità straniera a Pisa ammontavano a ben 290, mentre un altro computo dichiarava la presenza di 308 studenti stranieri. Contro di loro si abbatterono i provvedimenti per rimuovere dal mondo scolastico non solo studenti, ma anche numerosi docenti di fede ebraica, allontanando così alcuni tra i migliori ingegni del tempo. –

Sara Venchiarutti

BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Lutto

Addio a Fabio Vantaggiato, direttore generale di Gesam Reti

di Redazione Lucca