Attenzione
Caso bancarelle, riparte la trattativa
Il sindaco incontrerà i nuovi vertici della sovrintendenza Ma il ritorno di Franceschini al ministero apre nuovi scenari
Pisa. Sulla questione della bancarelle di piazza Manin e sulla richiesta più pressante degli operatori di una soluzione, anche temporanea, che restituisca dignità al loro lavoro, in questa coda di estate sono piombate due notizie. La prima riguarda l’abbandono di Andrea Muzzi alla guida della Soprintendenza pisana. L’altra è il ritorno di Dario Franceschini al ministero dei Beni culturali.
Muzzi aveva espresso senza mezzi termini il suo totale rifiuto a ogni ricollocazione dei banchi non solo in piazza dei Miracoli ma anche nell’area del Santa Chiara che gli ambulanti avevano chiesto come soluzione temporanea (quella delle cappelle mortuarie come previsto da un progetto realizzato dall’architetto Salvatore Re). Adesso nella sede di Palazzo reale siede una reggente che si troverà sul tavolo questa patata bollente.
A Franceschini si deve invece il decreto (l’Art bonus) che soprattutto la giunta Filippeschi ha impugnato in questi anni per chiudere la porta a ogni possibilità di rientro degli ambulanti in piazza dei Miracoli. Prende il posto del grillino Alberto Bonisoli che nella sua visita pisana non dette comunque alcuna speranza ai bancarellai di un rientro nei loro posteggi storici, mentre lasciò qualche apertura sull’ipotesi dietro il muro del Santa Chiara. Con il cambio della guardia al governo, lascia anche la sottosegretaria leghista Lucia Borgonzoni e il ministro Gian Marco Centinaio, che in questi mesi erano stati vicini alle istanze degli ambulanti attraverso l’onorevole Edoardo Ziello.
Si volta pagina in tutti i sensi, quindi, e probabilmente si apre un capitolo nuovo della vicenda. I bancarellai cercano però di vedere il bicchiere mezzo pieno ricordando le parole del nuovo ministro con il quale ebbero già un confronto nell’aprile 2015, quando l’esponente dem ricopriva lo stesso incarico nel governo Renzi. Franceschini, in visita alla Certosa di Calci, all’uscita trovò una delegazione di ambulanti: eravamo nel pieno scontro con l’allora sindaco Marco Filippeschi che aveva chiuso ogni dialogo per il rientro in piazza dei Miracoli proprio in base al decreto Franceschini. I bancarellai, grazie all’onorevole Paolo Fontanelli, ottennero qualche minuto di dialogo con il ministro per capire di chi fosse la competenza sulla destinazione dei banchi.
«Il decreto – fu la risposta del ministro – introduce la possibilità di ritirare le concessioni di suolo pubblico ai Comuni in accordo con le Sovrintendenze. Ma la competenza e la decisione è delle amministrazioni, non del ministero. Non è una cosa del ministero, è una cosa locale». Un’affermazione che, nei fatti, rimandava la competenza della decisione dell’amministrazione comunale come per altro sempre sostenuto dalle associazioni di categoria in questi anni.
Intanto di bancarelle si è discusso anche mercoledì a Palazzo Gambacorti nell’incontro tra Confesercenti Toscana Nord, il sindaco Conti e l’assessore Pesciatini. Il sindaco ha annunciato di voler incontrare nel giro di pochi giorni sia la nuova sovrintendente che i responsabili della ditta che ha avuto il via libera per i lavori dell’ospedale di Cisanello. Un passaggio a questo punto fondamentale per discutere sia di soluzione temporanea che di quella definitiva. Dopo questi due passaggi il sindaco ha garantito alla Confesercenti Toscana Nord la sua presenza in una assemblea dei bancarellai per fare il punto della situazione. —
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