Gioco
Molino Rossi, a un anno dallo stop potrebbe ripartire la produzione
In fase conclusiva la procedura per affittare l’azienda E per gli oltre 20 lavoratori licenziati si riaccende la speranza
I macchinari potrebbero riaccendersi tra poche settimane. Una lunga serie di ingranaggi per rimettere in moto una storia lunga oltre 120 anni, bruscamente interrotta la scorsa estate, e le speranze di ricollocazione di una ventina di lavoratori, da oltre un anno in attesa di rientrare nello storico stabilimento.
Il Molino Rossi si appresta a riprendere la produzione, sospesa nel luglio dello scorso anno quando l’azienda fu costretta a spegnere i macchinari e a concretizzare una procedura di licenziamento collettivo nei confronti di tutta la forza lavoro impiegata (25 dipendenti) per far fronte ad un’improvvisa crisi finanziaria che per un lungo periodo impedì di acquistare anche le materie prime.
Il 12 settembre saranno esaminate le offerte di società e imprenditori che hanno risposto alla procedura competitiva per l’affitto dell’azienda disposta dal Tribunale di Pisa. L’obiettivo è assegnare temporaneamente lo stabilimento, i marchi e le attività della storica azienda di Ripafratta e gettare le basi per un’acquisizione definitiva che possa rimettere in moto la storia dello stabilimento attivo dal 1898 nella produzione di farine di qualità. La procedura, sottoposta alla riattivazione dello stabilimento e alla ripresa delle attività aziendali, prevede la sottoscrizione di un contratto di affitto di tre anni con un canone base annuo di 100mila euro (per il primo anno è stato disposto un canone di 60mila euro per facilitare la manutenzione dello stabilimento e il ripristino dei macchinari). L’eventuale assegnazione potrebbe far spalancare nuovamente i cancelli di quella che è una delle più antiche aziende toscane e permettere il reintegro di almeno una parte dei 25 ex lavoratori del Molino Rossi, licenziati dopo il concordato preventivo chiesto dalla proprietà per far fronte alla crisi finanziaria che ha costretto ad interrompere le lavorazioni.
L’affitto dell’azienda e, tra qualche anno, la possibile e definitiva acquisizione, potrebbe chiudere positivamente una vertenza iniziata nel pieno della scorsa estate con lo spegnimento dei macchinari e un licenziamento di massa.
Nell’anno in cui l’azienda avrebbe dovuto festeggiare 120 anni di attività, la proprietà si è trovata a fronteggiare una gravissima crisi finanziaria che ha travolto la produzione e i lavoratori. Nonostante la lunga mobilitazione della Flai-Cgil, dei dipendenti e dell’amministrazione comunale - uniti in un percorso finalizzato all'individuazione di una soluzione meno impattante, più volte sfociato anche in manifestazione ed altre iniziative per tenere alta l’attenzione sul futuro dell’azienda - la proprietà non è riuscita a scongiurare la chiusura dello stabilimento e il licenziamento di tutti i dipendenti.
Per i lavoratori le speranze sono definitamente svanite lo scorso novembre quando, ad un tavolo sindacale, l’azienda comunicò l’interruzione di ogni trattativa e il via libera al licenziamento di massa. Con la possibile assegnazione dell’impianto di via Cignani, seppur temporaneamente, una parte degli ex dipendenti potrebbe tornare al lavoro e lo storico marchio reinserirsi nel mercato delle farine.
Non è escluso che con l’arrivo di un nuovo gestore, tutta l’ex forza lavoro del Molino Rossi possa gradualmente tornare al lavoro. Già vari soggetti, tra società ed imprenditori, avrebbero chiesto di gestire in affitto lo stabilimento per valutare, successivamente, un possibile acquisto. Le offerte saranno valutate la prossima settimana dal curatore fallimentare. Se assegnato, il Molino Rossi, dopo alcune opere di manutenzione, potrebbe riprendere subito la produzione salvaguardando una tradizionale attività del territorio. «Siamo fiduciosi per un’eventuale ripartenza della produzione - commenta il sindaco di San Giuliano Terme Sergio Di Maio -. La speranza è che la possibile riapertura dello stabilimento possa essere accompagnata anche da una giusta considerazione per i lavoratori licenziati. Attendiamo l’esito della gara per confrontarci con i nuovi gestori ed avviare un’interlocuzione anche per gettare le basi per il futuro della storica azienda». —
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