Il Tirreno

Pisa

sanità 

Curare il colesterolo può salvare anche il rene

Gian Ugo Berti

Tiziana Sampietro della Fondazione “Monasterio” «È sufficiente, a volte, eseguire un esame delle urine»

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PISA. Curare il colesterolo alto può evitare l’infarto, ma può anche evitare problemi al rene, fino all’insufficienza renale ed anche alla dialisi. È il messaggio nuovo ed importante che emerge dall’esperienza di Tiziana Sampietro, responsabile del Centro per le Iperdislipidemie ereditarie della Fondazione “Monasterio” al Cnr di Pisa. «Questo è vero - aggiunge - nel caso della glomerulopatia, una forma ereditaria, causata da accumulo di lipoproteine dannose nel rene; sono noti meno di 150 casi nel mondo. Senza un percorso di diagnosi e cura si aggrava fino alla dialisi».

Una cura c’è: la Lipoprotein Aferesi (lavaggio del sangue dal colesterolo cattivo) che consente la regressione ed il ritorno ad una vita normale. Per riconoscerla precocemente è utile controllare, in modo costante, l’eventuale presenza di proteine nelle urine. In assenza di disturbi è un campanello d’allarme, un sospetto che può evitare ulteriori problemi. A volte, invece, la malattia si manifesta in modo più impegnativo con la comparsa di gonfiore in tutto il corpo. «Il numero dei casi è stabile, ma sta aumentando la sensibilità degli specialisti, così come avviene tra i nefrologi della Versilia, di Pisa e del Piemonte, con i quali - spiega Sampietro - stiamo approntando un programma di diagnosi precoce. La malattia è stata scoperta in Giappone. Se ben curati, comunque, tutti quelli che rispondono alla terapia hanno un’aspettativa di vita normale. Le dislipidemie, contrariamente a quanto si pensi, sono affezioni genetiche, molto comuni».

«Il Centro - sono sue parole - ha in carico più di 10.000 persone. Le forme più gravi sono trattate anche mediante la terapia con Lipoprotein-aferesi, con la quale si rimuovono il colesterolo e tutte le lipoproteine dannose mediante circolazione extarcorporea. Per usare una similitudine: si fa la dialisi del colesterolo. È una terapia salvavita in alcune forme genetiche di ipercolesterolemie severe, anche oggi che disponiamo di nuovissimi e potenti farmaci».

«Alcune forme sono rarissime - aggiunge - come nel caso della glomerulopatia da accumulo di lipoproteine: sono noti meno di 150 casi nel mondo». Così conclude Sampietro: «È la dimostrazione che curare il colesterolo serve alla salute del cuore e non solo. In tali casi si dimostra utile per salvare la funzione dei reni ed evitare una vita da dializzati. Si dirà, ma tra dialisi per il colesterolo e dialisi per i reni sempre dialisi è. No, c’è una grande differenza: la dialisi sostituisce la funzione che i reni non svolgono più perché sono distrutti e si fa tre volte la settimana. La Lipoprotein Aferesi è sufficiente eseguirla anche una volta al mese ed i reni sono ancora salvi, cosicché eventuali altre future terapie possono essere tentate. In questi casi è fondamentale che il paziente venga seguito in Centri ultraspecialisti, con le necessarie competenze per assicurare la corretta diagnosi ed i trattamenti più appropriati». —

Gian Ugo Berti

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