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Asse Pisa-Cascina, lo sviluppo sarà programmato insieme

Francesco Loi
Asse Pisa-Cascina, lo sviluppo sarà programmato insieme

L’avvio del piano strutturale intercomunale approvato dal consiglio comunale Stop all’ipotesi di maxi-comune d’area per controbilanciare il peso di Firenze

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PISA. L’asse Pisa-Cascina ora è anche scritto su carta. Il consiglio comunale ha dato il via libera al piano strutturale intercomunale. In pratica, Pisa e Cascina pianificheranno insieme il loro sviluppo. È ciò che rimane del grande obiettivo, allora impostato dalle amministrazioni di centrosinistra, per arrivare, addirittura, sino all’istituzione del Comune unico di 200mila abitanti (la somma di Pisa, Cascina, Calci, San Giuliano, Vecchiano e Vicopisano).

Sarebbe stato, nelle intenzioni iniziali, anche un modo per contrastare sulla costa il peso politico ed economico di Firenze. Oltre a mettere insieme più servizi, migliorandone l’efficienza e contenendone i costi con vantaggi per le popolazioni.

Invece, anche quando le amministrazioni erano di fatto monocolore, a guida Pd, il maxi-piano non si è mai concretizzato. Hanno prevalso le ragioni di campanile e la paura degli altri comuni di essere fagocitati in qualche modo da Pisa. Tanto che ad un certo punto si era ipotizzato che i comuni limitrofi diventassero Municipi suol modello di Roma.

Ad oggi San Giuliano ha fatto il suo piano, Calci e Vicopisano ne stanno portando avanti uno insieme, Vecchiano è rimasto a sua volta da solo, Pisa e Cascina si sono ritrovati nella stessa posizione. «Perché l’Arno ci unisce», dicono le due amministrazioni. «No, vi unisce la Lega», dicono le opposizioni. Sta di fatto che questa è la strada imboccata. «Non potevo certo tenere Pisa bloccata perché gli altri Comuni non ci stanno, il Pd aveva in mano tutti i sindaci per anni e non è riuscito a portare a compimento il suo intento», sottolinea il sindaco Michele Conti.

L’assessore all’urbanistica Massimo Dringoli ha ricordato le motivazioni essenziali di questa scelta Pisa-Cascina, partendo «dal contesto territoriale e da quello socio-economico che presentano evidenti tratti d’integrazione».

Da una parte, nella rappresentazione fatta dall’assessore, gli elementi di forza e dall’altra quelli di debolezza che accomunano i due territori.

Tra i primi, a detta di Dringoli, «un tessuto imprenditoriale formato da piccole e medie imprese, con settori innovativi tendenti all’internazionalizzazione specialmente nel comparto del legno, che oggi è orientato prevalentemente verso la nautica». E poi «una concentrazione di rilevanti centri di ricerca scientifica: a Pisa le tre Università e il Cnr, a Cascina il Polo tecnologico di Navacchio e l’impianto Virgo». Inoltre «l’interesse paesaggistico costituito dal corso dell’Arno».

Riguardo ai punti di debolezza «principalmente - sottolinea l’assessore all’urbanistica - alcune carenze infrastrutturali per le connessioni in direzione ovest- est e le problematiche di accessibilità al litorale».

E gli obiettivi generali che il piano intende raggiungere? «Coniugare la valorizzazione delle funzioni di eccellenza dei territori con la sostenibilità ambientale ed economica. Attuare una programmazione territoriale che sia fondata sulla riqualificazione urbana, sulla tutela del paesaggio, sul contenimento del consumo di suolo, sul contrasto alla dispersione abitativa soprattutto nel territorio del comune di Cascina». A questi elementi si aggiunge, tra gli altri, la ricerca di «nuove modalità per il trasporto pubblico locale». —

Francesco Loi

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