Il Tirreno

Pisa

Conti: «Recinzione fino alla strada per chiudere il market della droga in centro»

Francesco Loi
Il piazzale di via Pellico, nuovo market della droga, e sullo sfondo la recinzione
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Il piazzale di via Pellico, nuovo market della droga, e sullo sfondo la recinzione

Pisa. Il sindaco Conti sollecita il presidente della Provincia: l’area di via Pellico è di sua proprietà, intervenga con tempismo

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PISA. «Angori, in qualità di presidente della Provincia, e dunque proprietario dell’area in questione, intervenga. Peraltro, sa già come la pensiamo noi». Non proprio un duello istituzionale, ma comunque una “bussata” in piena regola quella di Michele Conti, sindaco di Pisa, a Massimiliano Angori, presidente della Provincia di Pisa. Il servizio de Il Tirreno sulla nuova “centrale” dello spaccio è finito in bella evidenza sui tavoli delle amministrazioni. Il mix micidiale tra microcriminalità, illegalità e degrado che si consuma ogni giorni nell’ex piazzale degli autobus, tra via Pellico e via Battisti, ha ormai superato largamente i livello di guardia.

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«Si chiuda subito quel piazzale»

Conti chiede ad Angori di intervenire rapidamente. «L’ex piazzale degli autobus, come la stazioncina, è della Provincia. Il presidente intanto cominci con lo spostare la rete di recinzione al limite della strada. In questo modo chiuderebbe quello spazio che è diventato il rifugio degli spacciatori e dei tossicodipendenti». La cancellata si trova ad una certa distanza dalla stanza e dal marciapiede, quasi all’estremità opposta rispetto a via Pellico del centro Maccarrone, dove ci sono gli uffici dei centri per l’impiego. Il sindaco aggiunge: «So bene che non può essere una cancellata spostata di alcuni metri a risolvere il problema, ma intanto è una misura che può almeno alleggerire la situazione di degrado in quel piazzale che, oltre ad essere attaccato alle strutture della Provincia, è anche di passaggio per i cittadini ed i turisti che vengono o vanno alla stazione ferroviaria».

«Pronti a scambiarci le proprietà»

L’altro punto delicato di quella parte di città è lo stato di abbandono dell’ex stazione della Cpt e storica stazione del trammino. Anche questo stabile è di proprietà della Provincia, che da anni lo ha inserito nel piano delle alienazioni. In pratica lo ha messo in vendita, ma tutti i bandi finora pubblicati (compreso l’ultimo) hanno avuto come esito l’assenza di offerte. Solo in occasione del primo tentativo di vendita si era fatto avanti un istituto bancario locale per farne la sua nuova sede in città, ma non venne trovato l’accordo sul prezzo con l’amministrazione comunale. «L’ex stazioncina del Cpt l’abbiamo chiesta noi alla Provincia proponendo in cambio i terreni dove sorge il complesso scolastico Marchesi. Ma non c’è stata intesa sulle valutazioni», rivela Conti che invita Angori «a riprendere in considerazione questa possibilità». In effetti, il complesso Marchesi è in una situazione particolare: gli edifici sono di proprietà della Provincia, i terreni su cui sorge sono invece comunali. Un’anomalia che ha il suo peso anche quando si tratta di ipotizzare la costosissima riqualificazione del Marchesi. «Potrebbe essere una soluzione che sistema varie questioni in sospeso», l’auspicio ancora del sindaco.

«Manufatti da abbattere»

Ma, in caso di acquisto, cosa ci farebbe il Comune con l’ex stazioncina? «Questo lo vedremo, una soluzione la troviamo e ricordo che noi siamo già proprietari di tutte le altre stazioni del trammino. Intanto - dice Conti - per prima cosa butteremmo giù tutte quegli inutili e fatiscenti locali che si trovano dietro la stazioncina e che un tempo ospitavano un’edicola e un bar. Anche questo sarebbe un modo per contrastare il degrado». Dal sindaco ancora un messaggio indirizzato ad Angori: «A proposito di contrasto al degrado, la Provincia metta mano una volta per tutte alla sistemazione delle coperture del palazzo di piazza Vittorio Emanuele. Tutta l’area ne beneficerebbe». —


 

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