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«Stop malamovida enti e società civile uniti in un patto per la difesa di Pisa»

«Stop malamovida enti e società civile uniti in un patto per la difesa di Pisa»

La proposta del deputato Ziello dopo l’intervento del prefetto «Controllo di vicoli e piazze anche grazie al Terzo settore»

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PISA. Un’alleanza anti malamovida, con il coinvolgimento delle categorie economiche e delle associazioni del sociale, a supporto delle forze dell’ordine. A spingere sulla concretizzazione di questa idea è il deputato Edoardo Ziello, segretario cittadino della Lega. Un intervento, quello dell’esponente del Carroccio, che arriva all’indomani dell’incontro voluto dal prefetto, Giuseppe Castaldo, con i vertici delle forze dell’ordine, insieme al provveditore agli studi e al responsabile del servizio pubblico per le dipendenze patologiche del sistema sanitario nazionale per mettere in campo una strategia funzionale alla prevenzione del fenomeno del consumo abusivo di alcol e di droga ai danni dei minori.

La proposta

Ziello nei giorni scorsi aveva lanciato la proposta dell’istituzione di una task force, composta dai rappresentanti delle forze dell’ordine, delle associazioni di categoria degli imprenditori e del mondo del terzo settore.

All’appello sono seguite delle risposte positive da parte dei principali attori chiamati in causa, come la Confesercenti, la Confcommercio e la Paim. Così il deputato, dopo i recenti sviluppi sulla tematica, spinge per l’avvio di un percorso che porti alla creazione di una task force per il monitoraggio, la prevenzione e la repressione dei fenomeni di degrado urbano, legati anche alla malamovida.

Lo scenario

«La Prefettura di Pisa ha fatto un tavolo per avviare delle azioni di prevenzione contro l’abuso di alcol e droga da parte dei minorenni. Bene, era ora che il prefetto della città della Torre avviasse un’azione multilivello mirata e specifica. Finalmente abbiamo un rappresentante del governo territoriale che si è reso conto dell’alto livello della domanda di droga e alcol in questa città», dice Ziello.

Il fenomeno non coinvolge soltanto i minorenni, «ma - aggiunge - tocca indistintamente tutti: dai minorenni ai maggiorenni, senza alcuna distinzione. I costanti arresti di spacciatori da parte delle forze dell’ordine testimoniano che la domanda di droga sta aumentando vertiginosamente ed i soggetti che si danno al traffico di sostanze stupefacenti non sono più soltanto maggiorenni, ma anche, dannatamente, tanti minorenni di origine straniera che devono essere aiutati. Stiamo vivendo una situazione che aveva previsto perfettamente l’ex presidente del Tribunale di Pisa, Salvatore Laganà. Egli, nell’intervista di congedo dal nostro tempio della giustizia, affermò che nella commissione dei reati “altissima è la percentuale di stranieri, in alcuni casi si arriva al 70% e nello spaccio di stupefacenti si arriva all’80%, con prevalenza di etnie nordafricane” e gli attuali fatti di cronaca confermano tali dichiarazioni con grande autorevolezza».

Le mosse

Il quadro attuale «ci spinge inevitabilmente a fare di più» ammette Ziello sottolineando però che «a differenza del 2017 c’è un sindaco che ha portato l’organico della Polizia municipale a 150 unità, raddoppiando gli investimenti del comparto della sicurezza, dotando gli agenti di nuove strumentazioni e la città di molte telecamere, senza contare l’impiego delle guardie degli istituti di vigilanza: un impegno fattivo del primo cittadino, Michele Conti e dell’assessore Bonanno».

Ma oltre all’impegno del Comune, questo il nodo per Ziello, «occorre coinvolgere le associazioni di categoria e le realtà del tessuto sociale in un “Patto per la difesa di Pisa”. Non basta la presenza degli agenti. Bisogna garantire un controllo capillare di vicoli e piazze, utilizzando la collaborazione delle categorie e del terzo settore, creando migliaia di occhi sulla città che possano segnalare tempestivamente agli operatori della sicurezza tutti i fenomeni di degrado e criminalità, legati anche alla malamovida».

«L’ideale - conclude Ziello - sarebbe creare un servizio anti malamovida, sfruttando le realtà del terzo settore, mettendole in coordinamento con le forze dell’ordine. Solo con una solida alleanza economica e sociale sarà possibile fare il salto di qualità che si attendono i pisani. Ringrazio il prefetto ed auspico una rapida convocazione per l’avvio del percorso con tutti gli attori in campo». —

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