Italia
La stazione torna pulita ma gli stipendi non arrivano
pisa. Il servizio di pulizia della stazione ferroviaria è tornato alla normalità. Nonostante le proteste dei dipendenti, il pagamento degli stipendi è rimasto invece un’incognita.
Per protestare contro il continuo ritardo nel versamento dei salari, i dipendenti della Manitalidea, società che si è aggiudicata l’appalto per la pulizia della stazione di Pisa e di altre decine di scali ferroviari italiani, il prossimo 6 settembre incroceranno le braccia.
Lo sciopero, indetto a livello nazionale da Filt-Cgil, Fit-Cisl, Uiltrasporti, Ugl, Fast e Orsa, coinvolgerà i dipendenti dell’azienda del consorzio Manital, che opera negli appalti ferroviari, e prevede l’astensione per mezzo turno per ogni turno di lavoro. La mobilitazione del prossimo settembre segue lo sciopero dello scorso giugno, quando i dipendenti addetti alle pulizie della stazione di Pisa incrociarono le braccia per contestare i ritardi nel pagamento degli stipendi. Nonostante la protesta e le rassicurazioni della società, i tempi di versamento dei salari non sono mai stati regolarizzati. Criticità che hanno portato i 14 dipendenti pisani ad attuare nelle scorse settimana una protesta estrema, con il servizio di pulizia e di raccolta dei rifiuti andato avanti a singhiozzo per alcuni giorni. «Nonostante le garanzie comunicate più volte dal Consorzio, anche le retribuzioni delle mensilità di luglio e della quattordicesima sono state erogate per l’ennesima volta con oltre 15 giorni di ritardo. Anche la retribuzione del mese di agosto non risulta erogata a tutte le maestranze», sottolineano i rappresentanti dei lavoratori che, vista la «profonda crisi economico-finanziaria della società», si dicono «fortemente preoccupati per lo stato di tensione creatosi negli oltre 900 lavoratori oltre ai disagi economici per i prossimi mesi». — D.R.
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