Gioco
«Dal Pd al M5S fino alla sinistra ora opposizione larga alla giunta Conti»
Dario Danti: «Si costruisca insieme l’alternativa alle destre Proponiamo un’idea di città con azioni nei quartieri»
«Su scuola e cultura la giunta Conti ha già fallito». Non usa mezzi termini Dario Danti, docente di storia e filosofia al liceo Dini, animatore dell’associazione Cittàperta ed assessore alle culture al Comune di Volterra. L’altra sera è stato tra i protagonisti del dibattito “allargato” alla festa del Pd a Riglione. E ora attacca. «La notizia del fallimento arriva dallo stesso sindaco con la revoca degli assessori Andrea Buscemi e Rosanna Cardia: obiettivi non raggiunti».
Danti, in realtà Buscemi ha detto di aver fatto un passo indietro spontaneamente...
«Il sindaco, nell’unico atto formale con cui lo sostituisce, dice che Buscemi non ha lavorato come si aspettava. C’è una palese differenza tra loro e noi: mentre il centrodestra ha passato mesi a denigrare il murale di Haring, pagando Sgarbi 7.000 euro per farsi dar manforte, il centrosinistra ha fatto vincolare quell’opera».
E delle polemiche sulla Caria che dice?
«Andrebbe chiesto al sindaco. E glielo chiede soprattutto la sua ex assessora, licenziata senza motivazione. Voleva sbarazzarsi delle scuole comunali, invece si sono sbarazzati di lei».
Il tutto a quindici giorni dall’avvio dell’anno scolastico...
«Tutto paradossale, un po’ come la crisi di governo organizzata da Salvini al Papeete: prove di forza assurde che rischiano l’effetto boomerang».
Perché dice questo?
«Beh, intanto il deputato Ziello non vola più tanto alto con le promesse di soldi da Roma... Ha dovuto già fare marcia indietro sui progetti riguardanti viabilità e beni culturali. Avevano scommesso tutto sui soldi che gli avrebbe dato il governo-amico che ora rischia di non esserci più».
Ma questo sarebbe un danno per Pisa.
«Danni li sta provocando questa giunta, da un anno a questa parte. La città è ferma, senza progetti di sviluppo. Si vivacchia con asfaltature ed aiuole grazie ai soldi lasciati dalle gestioni virtuose dei vent’anni passati. Una domanda: a quali bandi regionali ed europei Pisa sta pensando di concorrere?».
Non le sembra di dare giudizi troppo duri dopo appena un anno di governo?
«Dopo un anno si cambiano due assessori senza discussione in alcuna sede istituzionale. E gli alleati sono ammutoliti, non hanno il coraggio di prendere parola per paura di fare la fine di Cardia e Buscemi».
Se il bilancio è così negativo, da qualche parte la città dovrà pur ripartire...
«Le forze di opposizione alla giunta Conti hanno un preciso dovere politico, un dovere etico: costruire insieme l’alternativa alle destre. Tutti insieme, nessuno escluso».
Anche a Pisa i 5 Stelle con il centrosinistra?
«Tutti insieme, certo. Dal Pd a Mdp con Paolo Fontanelli, a Diritti in comune con Ciccio Auletta. E dico di più: non solo le forze politiche, ma l’alternativa deve maturare nella società. Chi è all’opposizione deve continuare in autonomia a fare le proprie iniziative ed attività con l’obiettivo preciso di costruire una coalizione civica di alternativa».
Ma lei come concretizzerebbe questa opposizione ampia?
«Discutendo di programmi e contenuti. Giusto fare opposizione e criticare, ma servono anche idee di governo, prospettiva politica ed azioni sul territorio e nei quartieri».
Su quali temi? Anche a sinistra si deve parlare della sicurezza...
«La domanda è questa: le sembra una città più o meno sicura di un anno fa? C’è più o meno spaccio di droga? Altro che ordinanze creative e proclami: dotano gli agenti di spray urticante, ma si scordano di comprare le divise».
Che proposte avanza per invertire la tendenza?
«La città è più sicura se si integra, non se si esclude. Penso alla cancellazione della previsione urbanistica della moschea e alla chiusura dello Sprar, il sistema di protezione per i richiedenti asilo e rifugiati che significherebbe la perdita di 10 posti di lavoro e la cancellazione di percorsi di inclusione per circa 50 persone».
La Lega vuole una città più sicura anche la sera, soprattutto attenta a contrastare gli eccessi della movida...
«La Lega vuole una città-coprifuoco dove, per esempio, si restringono sempre di più orari di somministrazione e chiusura dei locali. Così si fa un serio danno anche alle attività commerciali della città. Anche qui: dipingere una città viva e aperta come la città del trasando e del degrado significa, in realtà, volere una città chiusa e deserta». —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
