Gioco
«People Mover, Bologna avanza Si coinvolga Toscana Aeroporti»
Conzadori, presidente piccoli azionisti: vi spiego perché i conti non tornano Serve l’esperienza della società nella gestione dei parcheggi, come a Firenze
PISA. «Gli azionisti pubblici di Toscana Aeroporti (ovvero Regione, Comune, Provincia e Camera Commercio di Pisa), sapendo che la società aeroportuale ha in bilancio partecipazioni in Firenze Parcheggi, Firenze Mobilità e la controllata al 100% Parcheggi Peretola potrebbero chiedere a TA di sfruttare l’esperienza maturata nella gestione della mobilità fiorentina, con un maggior coinvolgimento in quella dei parcheggi pisani». A parlare è il presidente del Comitato Piccoli Azionisti di Toscana Aeroporti, Gianni Conzadori. La sua è un’indicazione di un modo per far funzionare e mettere al sicuro i conti del Pisamover, dopo che la fuga dei passeggeri, per l’aumento del biglietto a 5 euro, ha fatto scattare un altro campanello d’allarme. Peraltro, anche il Comune sta cercando da tempo di far trovare un punto d’intesa tra la Pisamover Spa e Toscana Aeroporti, con ingresso di quest’ultima nella gestione della criticata navetta e dei parcheggi scambiatori.
La gara pubblica europea indetta per l’aggiudicazione del progetto People Mover, vinta dalla Pisamover Spa, prevedeva che il 90% della sostenibilità del Piano Economico Finanziario (Pef) fosse annualmente garantita dall’utilizzo della navetta da parte del 36% dei passeggeri del Galilei e solo per il 10%, dagli utenti dei parcheggi (200mila). Conzadori traduce tutto ciò in numeri: «Questo piano avrebbe dovuto generare i flussi di cassa necessari a rimborsare il finanziamento iniziale di 35.387.000 euro, aumentato poi a 48.109.000 e l’Iva di 7.364.000 euro, aggiornata poi a 8.378.000. Il progetto del Pisamover venne ideato da Sat, allora in concorrenza con AdF, e serviva a dare prestigio al Galilei, considerato unica porta d'ingresso della Toscana. La Ue validò anche ecologicamente il progetto, stanziando un contributo pubblico di 27.835.000 euro (ridotti poi a 21.139.000), presupponendo l’utilizzazione della navetta da parte del 36% dei passeggeri del Galilei. Sinora sono risultati insufficienti i proventi derivanti sia dai parcheggi che dai passeggeri aeroportuali».
Il Galilei, fa notare ancora Conzadori, «dovrebbe assicurare al Pisamover 2.072.967 utenti (36% dei 5.700.000 passeggeri previsti). Purtroppo, nel primo semestre 2019, i suoi passeggeri sono stati solo 2.449.564 (-1%, sul 2018 e meno della metà dei 5,7 milioni), ma preoccupa soprattutto la perdita del 5,6% di passeggeri di giugno contro l’aumento del 5,6% della media nazionale ed il +6,2% di Firenze, che continua a crescere anche senza la pista di 2.400 metri».
Per riequilibrare i conti e ripianare il disavanzo accumulato dal Pisamover è stato aumentato il prezzo del biglietto a 5 euro e ridotto gli orari di servizio. Già prima, per non pagare i 2,70 euro da e per il Galilei (1,5 euro a km), tanti passeggeru percorrevano a piedi, con trolley e navigatore, via dell’Aeroporto o prendevano la Lam Verde all’altezza di via Pardi. «Con il biglietto a 5 euro (2,8 a km) - aggiunge Conzadori - i passeggeri si lamentano e prendono in considerazione soluzioni alternative, per cui il Pisamover probabilmente non si risolleverà. A fronte dei 72 milioni spesi per costruire il Pisamover, a Bologna il People Mover è costato 96 milioni più 33 accessori e percorre in 7 minuti 5 km, in sopraelevata per superare un fiume, ed il biglietto costa 7,5 euro (1,5 a km). Il confronto con il suo competitor aeroportuale, Bologna, è dunque negativo». —
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