Il Tirreno

Pisa

ateneo in tribunale 

La guerra di Paolo contro la precarietà dura da dodici anni

Pietro Barghigiani
Palazzo della Giornata, sede del Rettorato
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Palazzo della Giornata, sede del Rettorato

Pisa: quattro ricorsi e battaglie per ottenere una stabilizzazione.  «Elogi da ricercatore, poi faccio i concorsi e vengo escluso»

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PISA. Gli elogi come ricercatore. Lo stop, ripetuto con una pervicacia che ha già portato l’ateneo in Tribunale, arriva con puntualità al momento di passare di ruolo. Uno sguardo strabico sulla carriera universitaria di uno studioso che da almeno 12 anni cerca di fare il salto nella categoria dei professori, ma ogni volta l’asticella non solo viene alzata. Viene proprio rimossa. Azzerando aspettative. Senza, però, spegnere la voglia di combattere. E, infatti, è già stato depositato il quarto ricorso al Tar.. È la storia del dottor Paolo Rognini, 52 anni, di Livorno. Dal 1993, dopo la laurea (110/110) in Lettere, gravita in ambito accademico con incarichi di responsabilità. Un viatico verso la cattedra?

Dopo dodici anni ancora non si sciolgono i nodi di una vicenda che ha visto tre ricorsi, due al Tar e uno al Consiglio di Stato. Ora siamo a quota quattro.

La vicenda parte nel 2007 quando viene bandito un posto per ricercatore a tempo indeterminato, qualifica che adesso non esiste più, all’allora facoltà di Economia sul settore di Geografia Economico Politica. I concorrenti sono solo due: Michela Lazzeroni e Paolo Rognini.

Le prove, due scritti e un orale, si svolgono nell’ottobre 2008. Risulta vincitrice la Lazzeroni e da qui inizia l’avventura legale, tra avvocati, bolli, sentenze e ricorsi. Nel dicembre 2011 il Tar Toscana, per molteplici motivazioni, accoglie il ricorso con annullamento delle prove e condanna l’Università di Pisa alle spese.

Si arriva al 2012 dove la Lazzeroni presenta ricorso al Consiglio di Stato. Ricorso che viene respinto dopo la presentazione di una memoria difensiva. Si ritorna al concorso per la seconda volta, e nonostante l’istanza di ricusazione della commissione, un’istanza alla Commissione Etica di Ateneo per ingiustizia e disparità di trattamento e una segnalazione alla Procura della Repubblica da parte di Rognini, tutto rimane invariato e nell’ottobre del 2012 risulta di nuovo vincitrice la Lazzeroni.

Riparte il ricorso al Tar Toscana, respinto una prima volta ma - e qui siamo nel giugno 2017 - accolto in appello al Consiglio di Stato con annullamento delle prove e condanna l’Università di Pisa alle spese. Inizia poi il periodo delle commissioni che non riescono a costituirsi.

Da quel giugno di due anni fa, nonostante l’esecutività immediata della sentenza, inizia il toto-commissione: tre, per la precisione, che, appena nominate, rassegnano tutte le dimissioni. Si arriva a marzo di quest’anno dove si ripete per la terza volta il concorso che vede come unico candidato il dottor Rognini, visto che la Lazzeroni ormai è associato e si autoesclude dalle prove.

Anche senza “competitor” l’Università di Pisa il ricercatore Rognini proprio non lo vuole. Solo che da accademia bipolare allo stesso tempo gli stipula un contratto di docenza al Dipartimento di Scienze della Terra e gli conferisce un “ottimo con lode” per una tesi di dottorato sulla comunicazione tra scienza e politica. —

LE VALUTAZIONI

È di maggio il quarto ricorso al Tar Toscana. Il dottor Rognini, docente mancato, ma non sfiduciato, contesta la contraddittorietà del comportamento dell’ateneo. «Mi tiene come professore a contratto dal 2004, facendomi tenere corsi, seminari – spiega –. Poi però quando mi "permetto" di candidarmi per una stabilizzazione vengo escluso. A giugno l’ateneo mi dà un giudizio di "ottimo con lode" alla discussione di una tesi di dottorato su comunicazione tra scienza e politica poi mi boccia al concorso perché non idoneo a fare il ricercatore».




 

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