Il Tirreno

Pisa

I lavori di Acque obbligano in casa decine di residenti

La denuncia di un professionista che abita e lavora nella zona del cantiere 

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la lettera

Un cantiere stradale che si trasforma in una “prigione” per un gruppo di residenti. E il tentativo di un professionista che abita nella zona di trovare una soluzione, che a quanto pare non c’è, per riuscire a lavorare nonostante gli interventi. Succede ad Asciano e a sollevare il caso è l’architetto Riccardo Bellucci che abita nella zona dove da qualche giorno Acque Spa ha avviato i lavori di sostituzione di una porzione di tubazione in Via di Valle. All’inizio il cantiere è stato regolato da un senso unico alternato. Poi però è stato necessario rivedere il provvedimento sulla viabilità con una nuova ordinanza il divieto di transito ai veicoli dalle 8: 30 alle 13: 30 e dalle 14: 30 alle ore 18, con esclusione dei mezzi di soccorso e di residenti in possesso di apposito permesso per motivi sanitari. «La via di Valle – spiega Bellucci – è l’unica strada pubblica presente per l’accesso alla zona di Asciano che da Via Trieste sale verso nord-ovest verso via del Falcione, via del Tommasone, via delle Casette e via Casale di Valle, in cui risiedono alcune decine di famiglie in case sparse. Essendo la via di Valle stretta, lunga molte centinaia di metri e la zona priva di aree di parcheggi pubblici, se non su un lato della stessa via di Valle, la completa interruzione della viabilità nelle ore indicate crea di fatto l’impossibilità ai residenti di potersi muovere liberamente. Risulta molto difficoltoso anche spostare le auto in sosta a valle del cantiere, proprio per l’assenza di aree di parcheggio: i residenti parcheggiano lungo un fianco della stessa via di Valle, ma lo spazio è esiguo e basta a malapena per loro; un carico maggiore di auto in sosta è insostenibile». Prima dell’avvio dei lavori è stata fatta una raccolta firme dai residenti per sollecitare provvedimenti che tutelassero maggiormente la mobilità dei residenti. Ma la municipale non ha sentito ragioni e dal senso unico alternato si è passati alla chiusura totale. Che per l’architetto Architetto Bellucci, con studio proprio nell’area dei lavori, significa una forte limitazione «allo svolgimento della mia professione in quanto essa è composta da lavoro in casa/studio, ricevimento di clienti o imprese e lavoro esterno sui cantieri o presso fornitori e aziende, amministrazioni comunali, quindi, per motivi logistici, ho necessità di rapidi spostamenti durante la giornata, incompatibili con gli orari imposti» precisa. «Di fatto siamo obbligati in casa nelle ore dello svolgimento del cantiere perché per spostarsi a piedi per le esigenze personali in centro di Asciano, occorre percorrere oltre due chilometri a scendere e due a salire» conclude. Insomma prigionieri. Prigionieri nello loro case. –

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di Redazione web