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Buscemi saluta «Vado via perché la giustizia possa fare il suo corso»
Ieri il commiato dell’assessore alla Cultura a cui il sindaco Conti ha revocato l’incarico: «Sono soddisfatto anche se il tempo è stato poco»
Pisa. Nella mattinata di ieri si è completato il passaggio di consegne definitivo all’assessorato alla Cultura di Pisa. Andrea Buscemi, a cui il sindaco Michele Conti ha revocato la nomina, ha ceduto il testimone a Pierpaolo Magnani. L’ex assessore ha ripercorso con una nota la sua esperienza all’interno della giunta leghista: «Ho fatto tanti, vado via affinché la giustizia possa fare il suo corso».
«Desidero anzitutto ringraziare i 172 elettori che lo scorso anno mi hanno dato il loro voto come consigliere comunale, consentendomi di risultare uno dei più votati del Centrodestra e di entrare a far parte di una storica vittoria – sottolinea Buscemi –. Un abbraccio affettuoso va alla moltitudine di persone che mi ha voluto dichiarare stima e amicizia quando ho lasciato l’incarico di assessore, con parole a volte commoventi».
«Voi lo sapete – prosegue –: in 13 mesi ho fatto quello che ho potuto, fronteggiando accuse ingiuste fino al 27 marzo di quest’anno nelle aule dei tribunali (dimostrando ovunque la mia innocenza), incalzato da attacchi beceri e scomposti, ottusi, volgari e facinorosi che hanno martirizzato ingiustamente la mia vita e infangato il mio ruolo istituzionale come mai è accaduto nella storia della Pisa democratica: una pagina inquietante, che offende la grande civiltà della città».
«Vado via anche perché la giustizia possa fare al meglio il suo corso, restituendo a me completamente l’onore, e punendo chi mi ha coinvolto in storie miserabili e inaspettate, rendendosi responsabili di comportamenti da macelleria messicana – spiega l’ex assessore –. Queste persone hanno letteralmente stuprato la mia vita e quella dei miei cari: è giusto non dimenticarlo mai e perciò, paradossalmente, la mia vera battaglia comincia solo adesso».
«Nonostante ciò – conclude Buscemi –, vado via soddisfatto di tante cose fatte, anche se so che il tempo avuto a disposizione è stato troppo poco per portare a termine tanti progetti e una visione culturale della città che ancora sento di desiderare. Sono consapevole che, nonostante le difficoltà, le falsità gratuite e i violenti attacchi perfino fisici (che ahimè ci ricordano tempi bui e disonorevoli), in questa giunta ho messo il cuore e tutto l’amore per Pisa, per il cui benessere resto sempre a disposizione. Non gli uomini di oggi ma i posteri, giudicheranno se quell’amore è stato bastevole». —
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