Il Tirreno

Pisa

inchiesta chiusa 

Bimba mangiò pezzo di hashish archiviazione per i genitori

P.B.

La sostanza stupefacente trovata in terra nella pineta La mamma non si accorse dell’ingestione da parte  della piccola che aveva 2 anni

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PISA. A due anni impossibile chiedere a una bimba di frenare la propria curiosità. Solo che la conseguenza di aver trovato e messo in bocca un pezzetto di hashish era stata quella di finire in ospedale.

Per quell’episodio i genitori erano stati indagati con l’accusa di lesioni personali. A distanza di mesi la contestazione alla coppia è stata archiviata. Si trattò di un’ingestione occasionale per la quale mamma e papà non avevano alcuna colpa.

È l’esito dell’inchiesta condotta dal sostituto procuratore Giancarlo Dominijanni e affidata ai carabinieri che per primi si occuparono della storia dopo il passaggio in ospedale della bimba. A far aprire l’indagine fu il luogo del fatto, davanti alla casa della coppia, e la coincidenza, non felice alla luce dell’episodio, di aver rinvenuto nei pressi dell’abitazione sul litorale una piccola coltivazione di marijuana. Una circostanza che, accompagnata al malore che aveva colpito la bambina, aveva fatto temere una situazione familiare in cui la piccola era esposta al rischio quotidiano di ingerire accidentalmente altra sostanza stupefacente. L’inchiesta non ha portato prove a carico dei genitori, difesi dall’avvocato Francesco Marenghi, sulla presenza di droga in casa alla portata della piccina.

L’ingestione occasionale avvenne in pineta, a pochi metri dall’abitazione, ma in un luogo aperto a tutti e dove la piccola porzione di “fumo” poteva essere stata abbandonata o persa da chiunque, è stata la tesi della difesa. Diverso il ragionamento se la bimba avesse trovato e messo in bocca l’hashish nell’abitazione. È un dettaglio cruciale che è stato escluso nel corso degli accertamenti dei carabinieri. Il caso era stato segnalato sia ai servizi sociali che al Tribunale per i Minorenni, ma all’epoca non c’erano stati provvedimenti nei confronti dei genitori. Si tratta di giovani italiani che lavorano e non vivono in situazioni di marginalità sociale. Il guaio per loro è che nei paraggi dell’abitazione avevano iniziato a coltivare alcune piante di marijuana. Entrambi fanno uso di droghe leggere, ma non al punto da poter essere ritenuti dei tossicodipendenti. Il giorno dell’intossicazione da hashish la bambina nel pomeriggio era uscita con la mamma per una passeggiata in pineta. Il padre era al lavoro. Stando al racconto della donna agli inquirenti la bimba aveva trovato un pezzetto di hashish in terra e, non vista dalla madre, se lo era messo in bocca. La donna l’aveva vista masticare qualcosa e, dopo averle detto di sputare subito quello che aveva in bocca, si era accorta che la bimba era stata presa da un torpore improvviso. Il sospetto che quello che aveva preso fosse droga venne confermato in ospedale da cui la piccina venne dimessa con qualche giorno di referto. Ma l’arrivo a Cisanello della piccola paziente con quel tipo di malore fece partire la segnalazione ai carabinieri ora conclusa con un’archiviazione. —

P.B.



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