Il Tirreno

Pisa

PAURA AL BAGNO MARTA 

Malore in acqua: grave un tredicenne ricoverato in rianimazione al Meyer

Pietro Barghigiani
Malore in acqua: grave un tredicenne ricoverato in rianimazione al Meyer

«Non mi sento le gambe» ha detto al bagnino che lo ha soccorso all’istante. L’ipotesi svenimento o lesione alla cervicale

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marina di pisa. È entrato in mare con il bagnino a una manciata di metri. Non ha fatto in tempo a calarsi nello specchio d’acqua separato dal mare da un perimetro di scogli che si è sentito mancare. Si è afflosciato come un sacco. Il bagnino è scattato dalla sedia e anche il collega dello stabilimento accanto si è precipitato a recuperare quel ragazzino che poco dopo le 9 ha iniziato la giornata di Ferragosto con un ricovero in ospedale. L’ultimo bollettino medico di ieri pomeriggio lo classifica in prognosi riservata in rianimazione all’ospedale pediatrico Meyer. È presto per scongiurare pericoli ulteriori che da giovedì mattina vengono tenuti sotto controllo dai medici fiorentini.

Protagonista dell’episodio è un tredicenne che vive in un comune confinante con Pisa che al momento del malore si trovava al Bagno Marta di Marina di Pisa in compagnia dello zio.

Erano passate le 9 da una decina di minuti quando il ragazzino dalla battigia ha mosso alcuni passi verso lo specchio d’acqua delimitato dagli scogli. Di sicuro ha avuto bisogno di un soccorso. Cosa abbia provocato il malore è un argomento che sta tenendo impegnati i sanitari del Meyer. Le ipotesi oscillano tra un mancamento improvviso, dovuto a problemi di salute del 13enne per i quali è in cura da tempo, e una lesione a livello di cervicale provocata dall’impatto con l’acqua.

Quando il ragazzo è apparso esanime in quei pochi centimetri d’acqua dove era caduto, il bagnino del Marta è corso da lui insieme al collega del bagno accanto. A pochi metri c’era anche lo zio del 13enne che con i due operatori del salvataggio è entrato in acqua.

«Ero a qualche metro e posso dire che il ragazzo non si è tuffato – afferma Alessandro Russo, il bagnino del Marta –. Sulla battigia eravamo io e il collega dello stabilimento accanto. Tre, quattro persone in acqua. Poco dopo le 9 non che ci fosse una folla. L’ho visto cadere, quello sì. Lo zio è andato a soccorrerlo come abbiamo fatto noi. Lo abbiamo riportato a riva. Si vedeva che era scosso, sotto choc. Ho iniziato a parlargli per rassicurarlo. Lui mi ha risposto: “Non mi sono tuffato, mi sono sentito svenire appena entrato in acqua”. Diceva che non sentiva braccia e gambe. Ho continuato a parlargli e poco alla volta ha ripreso la sensibilità alle braccia. Poi è stato preso in consegna dal personale inviato dal 118. A poche metri dal nostro bagno c’è quello della Croce Rossa».

Dopo un passaggio a Cisanello è stato deciso il trasferimento al Meyer dove i medici si sono riservati la prognosi. —

Pietro Barghigiani

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