La protesta
L’omaggio ai cippi Fossa Nera e Fosso Reale teatro della tragedia
L’amministrazione comunale di Vecchiano ha commemorato l’eccidio della Bonifica di cui ricorreva il 75esimo anniversario
VECCHIANO. Il tragico giorno del 14 agosto 1944 è stato al centro della commemorazione con cui l’amministrazione e la giunta comunale di Vecchiano hanno ricordato l’eccidio della Bonifica, di cui l’altro giorno ricorreva il 75esimo anniversario.«Quel tragico giorno del 14 agosto 1944, un drammatico lunedì, nel punto in cui ora sorgono i cippi di Fossa Nera e Fosso Reale, costò la vita - ha ricordato il sindaco di Vecchiano Massimiliano Angori - a molti nostri concittadini. È nostro dovere fare in modo che episodi così cruenti non vengano sepolti e oscurati dalla polvere del tempo; spetta a noi il compito di riportare alla luce quei fatti per restituire dignità alle vittime, ai loro parenti e a tutta la comunità vecchianese. Sono pagine tristi della nostra storia locale, che non vanno strappate o cancellate, ma richiamate ad alta voce per consentire la crescita intellettuale e civica delle nuove generazioni che hanno il compito di lottare per un mondo migliore, privo dalle guerre che ancora oggi imperversano, anche in zone non troppo distanti da noi».
[[atex:gelocal:il-tirreno:pisa:cronaca:1.37354450:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.iltirreno.it/pisa/cronaca/2019/08/17/news/ritrovo-sul-sagrato-della-chiesa-75-anni-dopo-il-massacro-di-laiano-1.37354450]]Significativo il racconto di Marcella e Gino Menichetti, classe 1920, di Nodica, raccolto da Gianluca Fulvetti per l’Atlante delle stragi naziste e fasciste in Italia: «In un gran fossato in località Malaventure (Nodica) le famiglie del paese avevano costruito il loro rifugio; un giorno, questo fu mitragliato da aerei che volavano a bassa quota. Non so se il rifugio fosse stato il loro bersaglio, fatto sta che molte famiglie si spostarono nella Bonifica. Il 14 agosto del ’44 furono rastrellati 17 uomini e furono costretti ad incolonnarsi fino al Fosso Reale (Nodica), dove un ufficiale, con voce minacciosa e gridando "Te Scheibete merda", ordinò che si mettessero in fila davanti al fosso e lì vennero fucilati. I fratelli Ciucci, 16 anni, non furono colpiti insieme agli altri, fecero però finta di essere morti, nascondendosi sotto i cadaveri; ma una minima loro mossa fece notare che erano ancora vivi: vennero uccisi senza pietà».Il commento del sabato: Il passato è un prezioso salvadanaio collettivo
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