Toscana
In ricordo di Alberto la specializzazione dedicata alla memoria
La proposta del direttore Taddei condivisa dal rettore «È sempre vivo in tutti noi lo strazio per quella tragedia»
PISA. Alberto Fanfani sarebbe diventato un medico internista. Non ha fatto in tempo a ottenere la specializzazione dopo la laurea in Medicina. Non per colpa sua. Il 14 agosto 2018 era sul ponte Morandi a Genova. Un passaggio fatale che segnò la sorte anche della fidanzata, l’infermiera Marta Danisi. Sono due delle 43 vittime di cui ieri ricorreva l’anniversario della morte. Ma il traguardo per il quale Alberto, 32enne, aveva studiato anni in qualche modo sarà raggiunto.
L’Università sta pensando di conferirgli la specializzazione alla memoria. Un riconoscimento postumo che vuole ricordare l’allievo e celebrarne la passione per la medicina.
«Per noi il ricordo è sempre straziante – spiega il professor Stefano Taddei, direttore della Scuola di specializzazione –. Attualmente i compagni di Alberto frequentano la Scuola e con i genitori ci siamo sempre tenuti in contatto. A dicembre si sarebbe dovuto specializzare. L’intenzione, condivisa dal rettore Paolo Mancarella, è di favorire al massimo la proposta di conferire ad Albero la specializzazione alla memoria. Ci sono dei passi accademici da seguire, ma la volontà è quella».
Si tratterebbe di una piccola cerimonia con la consegna dell’attestato ai genitori.
«Il ricordo di Alberto e Marta è sempre vivo – riprende il professore –. È difficile in assoluto che passi il ricordo, ma è tuttora è vivo perché gli amici del corso sono ancora nella Scuola e il tema del ponte è di continuo al centro della cronaca. Impossibile dimenticare quella tragedia».
Il 25 maggio scorso a Pisa familiari, amici e colleghi avevano partecipato a una messa in San Michele degli Scalzi che per la data scelta avrebbe dovuto essere il giorno del matrimonio di Alberto e Marta, infermiera siciliana che aveva lavorato a Cisanello e che all’epoca era all’ospedale di Alessandria.
Ci sono entrati, uno accanto all’altra, in quella chiesa pochi giorni dopo lo schianto del ponte. Per l’ultimo saluto.
I genitori hanno voluto che il 25 maggio non rimanesse una data vuota. Ora l’altro traguardo per Alberto, la specializzazione interrotta tra i detriti del ponte Morandi il 14 agosto 2018. —
Pietro Barghigiani
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