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Il cinema a Tirrenia nei ricordi dell’ultimo capo macchinista
tirrenia. “Scene del cinema a Tirrenia – ricordi di Vittorio Sbrana”, è un documentario che non racconta solo la storia degli stabilimenti cinematografici della Pisorno ma quella di un territorio che comprende il tutto litorale, Pisa e Livorno. È anche uno spaccato della storia italiana che va da prima della seconda guerra mondiale, al dopo guerra passando per l’occupazione nazista a Tirrenia. Il documentario è prodotto dalla Pro Loco Litorale Pisano, la regia e il montaggio sono di Stefano Alpini e le interviste del giornalista Roberto Sonnino che ha anche avuto l’idea di questa produzione. «La cosa è nata per caso due anni fa – racconta Sonnino –, dopo un convegno che aveva organizzato la Pro Loco alla Stazioncina a Tirrenia sul cinema a Tirrenia. Tra il pubblico c’erano la moglie che la figlia di Vittorio Sbrana, che ha lavorato per molti anni come capo macchinista negli studi sulla Pisorno. E da lì, con Stefano Alpini è nata l’idea di fare questo documentario oggi visibile su youtube perché vogliamo promuovere sia la storia del litorale che il litorale stesso con ciò che offre oggi. Tra i diversi giudizi positivi che il filmato ha raccolto – sottolinea Sonnino -, personalmente ho a cuore quello di Enzo Castellari, il regista maestro di generi celebrato da Quentin Tarantino, trasmessomi dal figlio e stretto collaboratore Andrea: "Carissimo Roberto, un documentario ben fatto. Dolce e tenero. Si vede l'amore sincero verso il nostro amato cinema”».
Il documentario è costruito sui ricordi di Vittorio Sbrana, oggi novantenne, marinese doc e tirrenese di adozione dove abita da tantissimo tempo. Capo macchinista, ha conosciuti tra i più grandi del cinema italiano dell’immediato dopo guerra fino a quando sugli stabilimenti tirrenesi non è calato per sempre il sipario. Nel 1940 negli studi di Tirrenia e a Livorno, venne girato il più grande film di Macario “Il pirata sono io” ma ai tempi della guerra gli studi cinematografici vennero occupati dai nazisti e Vittorio, che all’epoca era ancora un ragazzo, ci lavorava. Quando finalmente la guerra finì, Gioacchino Forzano, che aveva fondato gli studi cinematografici, ne ritornò in possesso e Vittorio venne assunto e da lì comincio la sua carriera dietro la macchina da presa. Davanti al suo obiettivo sono passati nomi celebri come una Lollobrigida alle prime armi e un giovanissimo Marcello Mastoianni. Soprattutto ha ricordato che, quando gli studi cinematografici erano in crisi il figlio di Forzano respinse una proposta dei produttori dei film “007”. Se lo avesse fatto chissà oggi come sarebbe il litorale. — D.L.
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