Gioco
“Porta a porta” di Filcams tra spiagge e alberghi contro il lavoro irregolare
Ma non tutti gli addetti “accettano” volentieri la visita e la distribuzione di materiale informativo su norme e diritti
tirrenia. In questi ultimi due giorni la Filcams Cgil Pisa ha battuto le spiagge del nostro litorale prima a Calambrone e poi quelle di Tirrenia e Marina facendo base al Bagno degli Americani, per avvicinare i lavoratori stagionali e dare loro tutte le informazioni inerenti a occupazione e diritti (come quello della Naspi) consegnandogli materiale informativo.
Gli operatori del sindacato hanno riscontrato che qualcosa è cambiato tra i lavoratori rispetto allo scorso anno. Infatti, il sindacato è presente tra i lavoratori stagionali. La campagna è stata chiamata “Backstage” il lavoro che non vedi vale, perché con questo nome si vuole dire che dietro le vacanze ci sono anche dei lavoratori ricattabili, irregolari, al nero.
L’iniziativa a livello territoriale è iniziata nel 2015 all’interno di una campagna nazionale ed è il quarto anno consecutivo che viene ospitata al Bagno degli Americani. «A differenza degli anni passati – afferma la segretaria generale della Filcams Cgil Pisa Caterina Ballanti –, abbiamo riscontrato, anche a Calambrone, dei lavoratori iscritti al nostro sindacato. Abbiamo trovato dei lavoratori giovani iscritti alla Cgil e questo è il primo dato rilevante. Significa che questa è la direzione giusta per tutelare i lavoratori invisibili ed è quello che la Cgil vuole. I lavoratori stagionali, tra i quali rientrano anche quelli delle città d’arte e non solo della costa, ad eccezione dei bagnini che essendo esposti raramente non sono in regola, sono difficilmente rintracciabili, non a caso noi li definiamo invisibili. Per questo andiamo noi dai lavoratori perché anche se sulla spiaggia vedono lo stand del sindacato è difficile che si avvicinino. Per questo sulla spiaggia abbiamo delle persone che distribuiscono il materiale informativo e non più tardi di ieri, in una struttura alberghiera di Calambrone, il personale ha risposto che non erano autorizzati a prendere nessun tipo di materiale e i nostri ragazzi non sono entrati».
«Il nostro scopo – sottolinea Ballanti –, è quello di attrarre il lavoratore, di andargli a parlare e fargli capire che se ha bisogno, ci siamo, anche se sappiamo che le irregolarità non si risolvono così». Infatti, essendo sul posto di lavoro e con il datore di lavoro vicino, è difficile che il lavoratore racconti le proprie difficoltà, lo fa una volta che il contratto è concluso e nelle sedi del sindacato dove si sente protetto. Le situazioni fuori norma sono molteplici a cominciare da orari di lavoro spropositati oppure a periodi di prova al nero che poi invece di sfociare in una regolarizzazione vengono mandati via. Quindi, il turismo, uno dei settori trainanti dell’economia, in realtà si presenta a tinte chiaro scure dove i lavoratori spesso hanno la peggio. —
D.L.
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