Il Tirreno

Pisa

Vacanze sicure 

Sulle ghiaie e lungomare Crosio attivo il servizio di salvamento

Donatella Lascar

Cinque le postazioni allestite grazie alla Croce Rossa con il coinvolgimento dei vigili del fuoco 

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MARINA. Il servizio di salvamento sulle spiagge di ghiaia e nel tratto di lungomare Tullio Crosio c’è anche quest’anno, ma non lo sa nessuno.

Semplicemente non c’è stata nessuna comunicazione dell’avvio dell’attività di controllo sulle spiagge con bagnini e attrezzature di salvataggio. Servizio che è cominciato il 15 giugno e che terminerà il 15 settembre e, come si ripete ormai da anni, è curato dalla Croce Rossa. Anche quest’anno le postazioni sono cinque, di cui quattro sulle spiagge di ghiaia e una in via Tullio Crosio. Per ogni postazione c’è un bagnino e un aiuto bagnino, mentre i vigili del fuoco sono presenti con una moto d’acqua pronti ad intervenire.

«Il servizio viene effettuato tutti i fine settimana e nei giorni festivi come il 15 agosto, dalle 9 del mattino fino alle 19 - spiega Ferruccio Bartalesi della Cr che ha seguito il rinnovo della convenzione con la nuova amministrazione -. Anche i vigili del fuoco osservano lo stesso calendario ed orario nostro. In più, siamo dotati anche di un quad da strada che fornisce un ulteriore controllo da terra e che ha tutto l’occorrente per il soccorso da terra e acquatico. Per fortuna - aggiunge Bartalesi - per ora abbiamo effettuato solo interventi sanitari come cadute dagli scogli o malori per il caldo, mentre non ci sono state né richieste di aiuto in acqua né interventi per problemi di annegamento». Il servizio di salvamento sulle spiagge di ghiaia e soprattutto in via Tullio Crosio è nato come risposta alla tragedia di Domenico Marco Verdigi, il ragazzo che 15 anni fa morì annegato proprio nel tratto di mare antistante via Crosio dopo aver salvato due bambini dalla furia delle onde. Questa tragedia sconvolse tutti e tutti si unirono come non era mai successo prima per poter ritrovare il suo corpo. Una volta superato il momento più alto di questa tragedia fu chiaro a tutti che una cosa del genere non doveva ripetersi e che quell’unione in nome di Verdigi poteva diventare uno strumento di prevenzione. Così, 13 anni fa è stato elaborato un piano d’intervento nei punti più critici e successivamente è stata installata anche una cartellonistica bilingue con i simboli che indicano la pericolosità dei siti e per facilitare gli interventi di soccorso sono stati anche codificati gli accessi al mare. —

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