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Stella Maris, l’Asl non dice la verità: non considerati lavori eseguiti per mezzo milione di euro

Stella Maris, l’Asl non dice la verità: non considerati lavori eseguiti per mezzo milione di euro

Sulla prossima chiusura del centro per disabili di Montalto (Fauglia) è ormai scontro aperto tra la Fondazione e l’Azienda sanitaria. Il presidente Maffei e il direttore generale Cutajar: «Si doveva aspettare a dare parere negativo»

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la polemica

È scontro sull’ormai prossima chiusura, per carenze strutturali, del centro per disabili della Fondazione Stella Maris a Montalto di Fauglia. All’azienda Usl Toscana nord ovest e alle dichiarazioni della direttrice generale Maria Letizia Casani replicano il presidente e il direttore generale della Fondazione, rispettivamente Giuliano Maffei e Roberto Cutajar. l’altra verità «Occorre precisare – si fa presente dalla Stella Maris – che il parere negativo, a fronte della dichiarata incompetenza in tema di adeguamenti strutturali della Commissione Asl, è stato dato proprio per ragioni di carattere strutturale. La Commissione, tra l’altro, dichiara come motivo riassuntivo di chiusura che “(…) ad oggi non sono mutate le condizioni strutturali dell’immobile per le quali era stata richiesta deroga”. Questo fatto semplicemente non è vero perché, come abbiamo già avuto modo di comunicare, la Fondazione Stella Maris ha investito oltre 500.000 euro di adeguamenti strutturali negli ultimi due anni. Questi adeguamenti sono ben conosciuti dalla Commissione perché li hanno veduti durante le sessioni di verifica, ma non vengono presi in considerazione nel parere. Se, come afferma la dottoressa Casani, la Commissione non è competente a valutarli formalmente come adeguati ai fini normativi, a maggior ragione la Commissione doveva aspettare la valutazione del Dipartimento di prevenzione della medesima Asl invece di procedere ad un parere negativo con una valutazione strutturale risalente a due anni fa. Chiediamo pubblicamente che la Commissione riveda il suo parere alla luce della valutazione del Dipartimento di prevenzione dell’Asl. Infatti, la richiesta del parere non è solo nella potestà del sindaco di Fauglia. Non è infatti corretto che rimanga un parere negativo al prosieguo della attività della residenza per disabili fino al luglio 2020 basato sul fatto che “(…) ad oggi non sono mutate le condizioni strutturali dell’immobile per le quali era stata richiesta deroga”, perché semplicemente non è vero. Il parere rimarrebbe agli atti come negativo sulla base di un fatto non veritiero, ovvero basato su una valutazione strutturale effettuata due anni fa, quando gli adeguamenti non erano ancora stati fatti». le mancate risposte Maffei e Cuajar continuano nel contrattacco nei confronti dell’Asl. «Si consideri – affermano – che nonostante abbiamo presentato una dettagliata istanza che dimostra l’assoluta congruenza normativa con la quale il centro ha operato negli ultimi quindici anni, la Commissione non ha risposto ai nostri rilievi ed anzi nel parere non ha specificato quale normativa ha inteso applicare per la verifica. A tutt’oggi stiamo aspettando la risposta al relativo quesito posto formalmente alla Commissione in base alle norme sulla trasparenza amministrativa. Verificare il rispetto delle norme, giustamente ricorda la dottoressa Casani, è il compito precipuo della Commissione, mentre conoscere quali norme applica la Commissione in suddetta verifica è un diritto dell’ente verificato. Ma anche ammesso (e non concesso) che tutte le Commissioni di verifica succedutesi in oltre quindici anni si sono sbagliate nel valutare gli aspetti strutturali, come sembra sottendere la dottoressa Casani nel suo intervento, non è di buon senso aspettare qualche mese con il medesimo funzionamento, peraltro sensibilmente migliorato con gli investimenti fatti in questi due anni, affinché si concludano i lavori alla nuova residenza di Marina di Pisa? l’edificio di marina di pisa Sul progetto di ristrutturazione ed ampliamento di Marina di Pisa la Fondazione Stella Maris presenterà presto il contratto di appalto con tutte le caratteristiche specifiche e la tempistica relativa all’esecuzione, fornendo ogni rassicurazione possibile che l’opera sarà terminata entro luglio 2020 agli organi competenti, alla Commissione di verifica dell’Asl, ma soprattutto ai genitori e ai parenti degli assistiti. «Lo faremo necessariamente – aggiungono Maffei e Cutajar – dopo la pausa estiva. Un’ultima cosa, la più importante, che va ben al di là delle considerazioni normative e procedurali. Come giustamente rileva la dottoressa Casani gli assistiti del nostro centro sono in carico all’azienda Usl, che deve costituire il punto di appoggio più importante e unico per le famiglie. La parte pubblica necessariamente deve costituire, ovvero costituisce, la garanzia assoluta che i genitori possono stare tranquilli da ogni punto di vista nell’affidare i propri figli. Questo è anche il nostro intendimento. Ma se questa è il lato della presa in carico diciamo a carattere normativo, esiste poi almeno di pari importanza se non di più, il lato affettivo-relazionale della presa in carico che si è costruito in tanti anni con le famiglie e soprattutto con gli assistiti. I “nostri ragazzi” hanno passato una vita insieme e ogni angolo dell’istituto, ogni porzione di terra degli esterni, ogni volto dei nostri operatori, ogni suono di una voce nota, costituiscono le percezioni che danno loro stabilità affettiva ed un senso di familiarità ed accoglienza. Sono tantissimi i momenti in cui si esplicano questi vissuti, allo stadio tutti insieme, al mare in Basilicata, nella gita in montagna, in spiaggia a Calambrone, nelle feste periodiche con le famiglie, nella serata da ballo a Marina di Pisa, ma anche durante tutte le attività riabilitative che svolgono al centro. Noi pensiamo ed auspichiamo che l’Asl e la Fondazione possano trovare un comune intendimento di non far vivere ai genitori e agli ospiti una lacerazione tra questi due lati della presa in carico. È una della ferite più grandi che possiamo recare ai genitori, in specie quelli più anziani».

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